Marco Scarcella

Monumentum

Monumentum, serie di opere che si interrogano sulle varie problematiche legate alla memoria ed il nostro rapporto con essa. Il tutto ha inizio durante la ristrutturazione del mio studio, situato in una casa antica appartenente alle mie prozie, vissute nell’epoca a cavallo tra inizio Novecento e fine anni 90. Esse, insieme ai miei nonni e al resto della famiglia di quella generazione, sono state e sono testimonianze viventi del passaggio dalla vita contadina all’epoca del boom economico, passando dalla massima povertà del dopoguerra al successivo “miracolo” economico che ne consegue poi un lento declino fino alla crisi odierna. Qui inizia la mia riflessione circa il tempo vissuto in quel periodo, ove come non mai resti di intonaci, stucchi e pitture di tali abitazioni, possono raccontare la vita, i racconti, e le controversie di quegli anni, in cui tutto ciò che riguarda i mobili, complementi d’arredo, le scelte cromatiche e tanto altro oggi vengono considerati di cattivo gusto e gettati. “Qui, il modo di conservare la propria memoria ritrova il modo della memoria classica, per cui il concetto tradotto in immagine è estratto dalla materia viva del sogno che altera lo spazio concreto in spazio trascendente. Quale rapporto di prossimità emotiva si può avere con un torchio? Noi vi mettiamo i nostri pensieri direttamente su carta, perché allora non metterci i ricordi direttamente dalle materie concrete?