Martina Cioffi

Punctum

Senza nome

Punctum

2023
Martina Cioffi

Installazione site-specific Ceramica, filo di rame Dimensioni ambientali

Palazzo Pio, Tresigallo (FE)

Con il termine Punctum, si indicava in origine un punto malato, dolorante nel corpo, e oggi adoperata soltanto in senso figurato per indicare il punto più delicato e scottante di una situazione, di un argomento, di un problema. Secondo il pensiero barthesiano il punctum, è ciò che coinvolge: “la ferita che suscita in me. È il momento in cui l’immagine mi guarda e agisce sulla mia memoria, agisce su di me.”
L’arco a tutto sesto, è stato preso in considerazione come minimo comune denominatore tra il rinascimentale Palazzo Pio e l’architettura metafisica di Tresigallo, città di rifondazione. L’arco è così forma significante, portatrice di idee diverse nel corso dei millenni.
La forma della soglia è dunque un punctum, solitamente esperita con noncuranza per via della sua quotidiana funzionalità ma che, nel suo essere passaggio nell’architettura, sintetizza il modo di pensarci nel mondo e nel tempo.
L’installazione si prefigura così come un arco rovesciato, una soglia pungente e utopica, nonché inaccessibile, che si fa specchio di una nuova sensibilità crescente, di una umanità che vorrebbe tornare ad essere con e nel mondo e non padrona di esso pur senza rinnegare la sua stessa natura. L’argilla, sia materia naturale che materiale per costruire che accompagna l’umanità fin dagli albori della sua storia, contribuisce ad evocare questa possibilità armonica così come la scelta cromatica. Quest’ultima richiama infatti i verdi e i laterizi rosa già presenti nel luogo, ma anche la nostra stessa carne e il mondo vegetale.
Le due colonne, formate da grappoli di cardi in ceramica, guidano la visione dello spettatore verso il punto centrale dell’opera, come la vegetazione spontanea accompagna il passante lungo i fossi dei campi.