L’opera
LA FENICE
h 330 cm x 250 cm x 125 cm, ANNO 2025, RESINA E ACCIAIO POLICROMI


Quali motivazioni formali o concettuali hanno guidato la scelta di quest’opera per il progetto espositivo “Dolce Vita – Maiori Wonder Coast”?
Un’Opera in Cammino tra Resilienza e Rinascita L’opera La Fenice si configura attualmente come un’installazione itinerante, un “viaggio” simbolico attraverso i luoghi della trasformazione e del riscatto. Sebbene la sua collocazione definitiva sia già individuata presso il Museo delle Scuderie Aldobrandini di Frascati — nel quadro di un ambizioso progetto di rilancio istituzionale — l’opera attraversa l’Italia per dialogare con territori che condividono la medesima vocazione alla rinascita. Le Tappe della Memoria Il percorso espositivo non è casuale, ma segue una geografia della resilienza: Noto: La “Capitale del Barocco”, emblema di una ricostruzione monumentale e spirituale dopo i tragici eventi sismici che l’hanno colpita per ben due volte. Acquario Romano: Un monumento che ha saputo resistere a decenni di destinazioni d’uso inadeguate, rinascendo oggi come polo d’eccellenza per l’architettura e la cultura. Maiori: Una tappa fondamentale che sposta l’attenzione sul rapporto tra uomo e natura. La storia di Maiori è segnata da ferite profonde causate da eventi meteorologici estremi — dal nubifragio del 1910 alle alluvioni degli anni ’50, fino alle recenti mareggiate. Un Monito sulla Fragilità del Territorio La presenza della Fenice a Maiori assume una valenza politica e sociale oltre che artistica. Essa non celebra soltanto la forza delle comunità locali nel “ricominciare”, ma sottolinea l’urgente necessità di una cultura della cura e della prevenzione. Il messaggio centrale: La capacità di rinascita non deve diventare un alibi per l’incuria. L’opera si fa portavoce della fragilità del paesaggio italiano, ricordandoci che il territorio non richiede solo interventi post-emergenziali, ma una tutela costante e consapevole
In che modo la scelta dei materiali e delle tecniche adottate riflette il valore semantico e concettuale della tua ricerca?
I materiali usati, non sono molto nobili questo li ha resi accessibili e adatti ad situazioni di trasporto e arredo urbano, sono tuttavia funzionali al modellato e a restituire leggerezza e slancio alla scultura senza dover appesantire nella parte bassa, al solo fine di renderla stabile.
Qual è stato il percorso generativo dell’opera, dalla fase ideativa alla sua finalizzazione?
La Fenice: Una Metafora dell’Evoluzione Continua L’opera è il frutto di anni di ricerca dedicati al concetto di rinascita interiore. Proprio come il mito della Fenice, ognuno di noi attraversa cicli costanti di rigenerazione: dalle grandi svolte che deviano il corso di una vita, alle trasformazioni minime e quotidiane che, sommate nel tempo, definiscono chi siamo. In questa visione, l’errore smette di essere un punto d’arresto per diventare un momento di ripartenza. È una nuova possibilità che ci permette di procedere liberi dagli sbagli passati, accettando la sfida di affrontarne di nuovi in un ciclo continuo verso il miglioramento. Questa consapevolezza ci rende profondamente più resilienti: la rinascita non è un evento isolato, ma un movimento verticale e costante che trasforma ogni fragilità in una spinta verso l’alto.
Biografia dell’artista
FULVIO MEROLLI, nasce a Marino (RM), il 14/9/1975, si diploma al “5° LICEO ARTISTICO STATALE” di Roma. Frequenta prima l’accademia di belle arti di Roma dove si iscrive presso la cattedra del Prof. Alfio Mongelli per poi concluderla presso quella di Carrara, iscrivendosi alla cattedra del Prof. P.G. Balocchi, nel frattempo frequenta lo studio Carlo Nicoli e altri noti studi apuani. Il 31/10/2000 si laurea presso la stessa accademia con in massimo dei voti. Dal 1998 al 2003 tiene corsi di disegno presso l’Università Pop. del Tuscolano a Frascati (RM). Dal 2001 al 2003, gli viene affidata la cattedra di “Anatomia Artistica”, presso l’Accademia di Belle Arti di San Remo “Isadora Duncan” (IM).È stato fondatore nonché presidente, dal 2002 al 2004, del’Ass. Cult.. M’arte attiva sul territorio laziale nell’ambito artistico e archeologico culturale.

Nel corso degli anni ha operato in diversi studi di scultura tra Roma e Carrara, collaborando attivamente con artisti del panorama internazionale. Nel 2021 diventa il primo artista Italiano della Diaconia della Bellezza, con il benestare del Cardinal Poupard, durante un convegno presso la Santa Sede. Durante questi anni inizia diverse collaborazioni con Fajera Accademy of Fine Art, Accademia di Carrara e con la Rome University of fine art(RUFA) organizzando Workshop e stage di scultura in marmo di alto profilo, diventando anche docente di tecniche della scultura. Dal 2019 collabora con molti architetti sia in ambito civile che sacro, sia nella fase di progettazione che in quella realizzativa, scolpendo l’impianto degli arredi liturgici e scultorei, per la nuova edilizia di culto. Nel 2022 viene nominato presso Ordine degli Architetti e Paesaggisti di Roma come rappresentate della scultura nella commissione OPEN, nonché curatore di eventi artistici presso l’Acquario Romano- casa dell’architettura di Roma. Tutta la sua attività è stata affiancata dalla progettazione e realizzazione di nuove opere in spazi pubblici sia civili che sacri, le sue opere monumentali sono presenti in Italia, in Giappone, Serbia e Turchia .
DOLCE VITA. MAIORI WONDER COAST»
L’arte contemporanea come “Wunderkammer” urbana e gamificazione del pensiero etico.

La città di Maiori Costa d’Amalfi inaugura un progetto artistico di ampio respiro che ridefinisce il tessuto urbano e monumentale attraverso la lente della meraviglia. Sotto il patrocinio e il sostegno dell’Amministrazione Comunaale, le due grandi rassegne curate da Michele Citro, “Dolce Vita. Maiori Wonder Coast” e “Maiori Wonder Palace”, trasformeranno il lungomare e Palazzo Mezzacapo in un percorso espositivo che si protrarrà fino a metà settembre.





