L’opera
Atlantide

2026, resina con bagno galvanico metallico colore oro, dimensioni 53x68x180 cm
Quali motivazioni formali o concettuali hanno guidato la scelta di quest’opera per il progetto espositivo “Dolce Vita – Maiori Wonder Coast”?
La scelta di quest’opera per ‘Dolce Vita – Maiori Wonder Coast’ risponde alla volontà di far dialogare il mito classico con la contemporaneità, in un luogo dove la bellezza è, per definizione, un incontro tra terra e mare. Le motivazioni principali sono tre: Il Genius Loci e il mito di Partenope: Maiori e la Costiera sono terre di sirene. Inserire una figura che richiama Partenope in questo contesto non è solo un omaggio alla tradizione mediterranea, ma un modo per rendere tangibile il legame ancestrale della costa con il mare. La sirena è il ponte tra la profondità marina e la civiltà che sorge sulle sue sponde. L’estetica della Meraviglia (Wonder): Il concetto di ‘Wonder Coast’ si sposa perfettamente con l’idea di una ‘città invisibile’ o sommersa (Atlantide) che riaffiora. Le architetture poligonali che coronano la sirena creano un effetto di stupore visivo: sono torri razionali che nascono da una creatura fantastica, suggerendo che la bellezza della Costiera sia essa stessa una costruzione mentale e poetica, oltre che geografica. Il dialogo cromatico e luminoso: Formalmente, la superficie galvanica riflettente è stata pensata proprio per la luce del sud. L’opera non si limita a ‘stare’ nel paesaggio di Maiori, ma lo assorbe: riflette l’azzurro del cielo e il riverbero dell’acqua. Con l’intervento della salsedine, la scultura diventerà un ‘reperto contemporaneo’, una presenza che vive e muta insieme alla costa, incarnando quello spirito di eterna e cangiante eleganza tipico della Dolce Vita.
In che modo la scelta dei materiali e delle tecniche adottate riflette il valore semantico e concettuale della tua ricerca?
La scelta della finitura metallica tramite bagno galvanico non è un semplice rivestimento estetico, ma il fulcro concettuale dell’intera scultura. Questa superficie agisce su due binari paralleli: l’istantaneo e il perenne. L’istantaneo (Il Riflesso): La natura specchiante della galvanica permette all’opera di ‘abitare’ il presente. In un contesto come quello di Maiori, la scultura non impone la propria massa, ma si lascia attraversare dalla luce del Mediterraneo. Riflettendo il blu del mare e l’oro del sole, la sirena diventa un’entità liquida, un miraggio che cambia aspetto a ogni ora del giorno. È la traduzione materica dell’idea di ‘Città Invisibile’: una costruzione che esiste solo in relazione allo sguardo di chi la osserva e all’ambiente che la circonda. Il perenne (L’Ossidazione): Al contempo, ho scelto questa finitura proprio per la sua vulnerabilità. Esposta alla salsedine e agli agenti atmosferici, la superficie metallica inizierà un processo di trasformazione irreversibile. Non considero l’ossidazione come un degrado, ma come una scrittura del tempo. La salsedine ‘scolpisce’ sulla pelle della sirena una nuova texture, rendendo visibile il legame indissolubile tra l’artificio umano (la città poligonale) e la forza primordiale della natura (il mare). In sintesi, la finitura è l’elemento che trasforma la scultura da oggetto statico a organismo vivente: una presenza che assorbe il paesaggio, lo restituisce e, infine, ne accetta le cicatrici, diventando essa stessa memoria del luogo.
Qual è stato il percorso generativo dell’opera, dalla fase ideativa alla sua finalizzazione?
Il percorso generativo di quest’opera è un processo di emersione progressiva che riflette perfettamente il mito di Atlantide a cui si ispira. Tutto ha inizio da un’urgenza concettuale e da uno schizzo su carta, il momento in cui fisso l’idea e cerco l’equilibrio tra la figura organica della sirena e le geometrie delle città calviniane. Questa visione iniziale viene poi tradotta nella scultura digitale, una fase per me fondamentale dove il software diventa lo scalpello con cui definisco la struttura poligonale e la precisione delle torri. Una volta raggiunta la sintesi formale desiderata, passo alla materializzazione tramite la stampa 3D, che trasforma i dati numerici in volume fisico. Il ciclo si conclude con il bagno galvanico, un passaggio che conferisce alla resina una pelle metallica e riflettente. In questo modo, l’opera passa dall’astrazione del pensiero alla concretezza della materia, preparandosi a interagire con la luce e gli elementi naturali del paesaggio costiero.
Biografia dell’artista
Architetto nato a Napoli nel 1977 e laureato in architettura nel 2004.
Partecipa a numerosi concorsi di architettura e design ricevendo diversi premi e divenendo soggetti di varie pubblicazioni.
Nel 2008 è vincitore del concorso per la realizzazione del Padiglione Italia all’Expo di Shanghai 2010.
Nel 2009 si aggiudica il premio Europe40Under40 promosso dal Chicago Atheneum ed è selezionato dal Ministero della Gioventù per l’Annuario dei Giovani Creativi Premiati nel Mondo – Young Blood 09- .
Dal 2015 dà avvio ad un percorso artistico di sperimentazione che, nel 2018, lo vede vincitore della Targa d’oro per la Scultura al Premio Arte dell’omonima rivista del gruppo Mondadori.
Le sue opere sono esposte anche oltre i confini nazionali, in capitali dell’arte come Madrid e Miami, oltre che presenti in collezioni private italiane ed estere.

DOLCE VITA. MAIORI WONDER COAST»
L’arte contemporanea come “Wunderkammer” urbana e gamificazione del pensiero etico.

La città di Maiori Costa d’Amalfi inaugura un progetto artistico di ampio respiro che ridefinisce il tessuto urbano e monumentale attraverso la lente della meraviglia. Sotto il patrocinio e il sostegno dell’Amministrazione Comunaale, le due grandi rassegne curate da Michele Citro, “Dolce Vita. Maiori Wonder Coast” e “Maiori Wonder Palace”, trasformeranno il lungomare e Palazzo Mezzacapo in un percorso espositivo che si protrarrà fino a metà settembre.





