Cosa ti ha motivata a scegliere la scultura come linguaggio espressivo? Come riescono la tridimensionalità e la fisicità della materia a soddisfare la tua urgenza di ridefinire lo spazio e le sue dinamiche?

Definisci la tua pratica come un’intersezione tra scultura e ricerca concettuale. C’è stato un momento in cui hai percepito che la forma statica doveva diventare “processo”?

Identifichi in “nodi, intrecci e accumuli” i punti in cui le forze si condensano e si trattengono. Per te, il nodo rappresenta un blocco che arresta il flusso o una connessione che lo genera?

In che modo la natura dei materiali che scegli si fa strumento per riattivare quella che definisci “memoria fisica e inconscia” che sta al centro della tua indagine?

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione al di fuori del campo artistico? Ci sono libri, film o musicisti che hanno avuto un impatto significativo nella strutturazione del vostro immaginario?