In questo episodio #00 (zero zero) vogliamo approfondire il mondo Musica partendo, non in modo cronologico, seguendo l’evoluzione della storia della musica e dei generi musicali che di volta in volta si sono sviluppati nel corso degli anni, in diversi parti del mondo, ma osservando una tendenza musicale contemporanea caratterizzata da un lavoro impregnato di “ritorno al passato”, per sound e per contenuti di testi, a cui molti artisti, italiani e non, stanno facendo riferimento per la produzione dei loro lavori discografici.

Questo tipo di lavoro si sta creando sia nel mercato indipendente, che in quello più propriamente commerciale, con qualche esempio, ribadiamo, anche italiano, il cui lavoro è arrivato anche sul palcoscenico di Sanremo nella sua penultima edizione!
Ma andiamo per gradi e soprattutto decidiamo di focalizzarci in questo episodio in un “ritorno al passato” che vede protagonista un mondo sonoro fatto di soundtracks e library music (musica per sonorizzazioni), in particolare il mondo del Cinematico italiano.
Il mondo del Cinematico italiano è stato così potente, nella sua diffusione e popolarità, non solo per la qualità della composizione di colonne sonore che hanno fatto la storia della cultura musicale italiana di quegli anni, ma anche e soprattutto per il grande lavoro e la visione lungimirante dei grandi registi che hanno firmato diversi capolavori della storia del cinema italiano, permettendo una globalizzazione di certi mondi sonori e visuali tale, che nel tempo questi sono rimasti impressi, attraverso lo scorrere del tempo, nell’immaginario collettivo, come “radice” da cui (ri)partire soprattutto in campo artistico e a cui ispirarsi, con continue influenze, trasmesse nelle generazioni a seguire, fino ad arrivare ad oggi, al contemporaneo, fatto di remix, reinterpretazioni e campionamenti, all’interno di diversi lavori prodotti da diversi artisti, in generi musicali diversi e con diversa provenienza geografica.
Bene, ma facciamo qualche nome, diamo qualche riferimento in più, così da andare più in profondità con la nostra lente di ingrandimento, in modo da potervi mostrare cosa vogliamo raccontare nello specifico e soprattutto dove vogliamo arrivare in questa prima puntata della nostra rubrica: ‘Pazz x Etimologia #00 (Il Cinematico italiano che anticipa i tempi e ispira nuove produzioni musicali)’.
Ecco qualche nome: Ennio Morricone, Piero Umiliani, Alessandro Alessandroni, Edda Dell’Orso, Piero Piccioni… Sono solo alcuni dei grandi nomi provenienti dal mondo cinematico, che ispirano oggi il mercato musicale contemporaneo, sia all’interno della musica italiana e sia spaziando al di fuori dei confini del nostro paese, arrivando anche oltreoceano!
Facciamo un esempio pratico? Prendiamo ad esempio l’ultimo album della cantautrice italiana Joan Thiele, “Joanita”, uscito nel 2025 (per Numero Uno e Sony Italia). All’interno di questo disco, in cui è presente anche “Eco”, con cui l’artista ha partecipato alla penultima edizione di Sanremo (arrivando “naturalmente” 20esima! Sul “naturalmente”, se preferite, potremo fare un approfondimento a parte sul perché certi pezzi arrivano spesso agli ultimi posti a Sanremo, ma questa è un’altra storia…).
In questo album Joan Thiele, in collaborazione con il producer e bassista Emanuele Triglia, “famoso” nel panorama underground per le sue produzioni, collaborazioni, composizioni e campionamenti, ha portato alla luce brani come “Tramonto”, “Acqua Blu”, “Occhi da gangster” (feat. Frah Quintale) e “Volto di Donna”, che sono stati costruiti attorno all’eccelso lavoro realizzato nel tempo da uno dei compositori e direttori d’orchestra italiani più importanti della storia della musica italiana, jazz e non solo, mondo cinematico e library music compresi. Si tratta di Piero Umiliani!
Mettete pure a confronto “Volto di Donna” di Joan Thiele e “Volto di Donna” di Piero Umiliani!
O ancora, ascoltate l’incipit con chitarra acustica in “Tramonto” di Joan Thiele e ascoltate “Crepuscolo sul Mare” di Piero Umiliani… Cosa notate? Ebbene sì, ritroverete lo stesso riff di chitarra che, nel lavoro di Joan Thiele apre, accompagna e chiude, con tempi e stili naturalmente diversi il brano.
Come Joan Thiele, molti artisti del panorama contemporaneo, anche meno conosciuti in Italia, hanno lavorato (e continuano a farlo) a nuove produzioni, prendendo come riferimento la library music italiana e in particolare il lavoro di Piero Umiliani, ancora una volta.
È il caso di Coca Puma ad esempio (se non la avete approfondita come artista, cogliamo l’occasione per consigliarvi di farlo ora), che nella sua proposta musicale, miscela dream pop, nu-jazz e nu-soul e che nel 2025 ha “sfornato” un singolo il cui titolo dice già (quasi) tutto: “È un messaggio – sampled from ‘Il Fidanzamento’”. Proprio così, Coca Puma ha prodotto questo singolo, utilizzando il campionamento de “Il Fidanzamento” composto da Piero Umiliani (sì, lui, ancora una volta!). Basta un solo ascolto per ritrovare familiarità tra i due lavori.
Coca Puma e Joan Thiele sono solo alcuni degli esempi di artisti italiani contemporanei che negli ultimi anni si stanno dedicando a questo tipo di lavoro. Anzi a questo punto ne approfittiamo per dirvi che il singolo di Coca Puma (“È un messaggio – sampled from ‘Il Fidanzamento’”) è contenuto all’interno dell’LP “Cinevox ReFramed”, in cui dieci artisti della scena musicale italiana contemporanea (tra cui, oltre a Coca Puma, anche Il Mago del Gelato, Godblesscomputers, Whitemary, Studio Murena) campionano nove album tra le più belle colonne sonore del cinema italiano (composte da Piero Umiliani, Piero Piccioni e Riz Ortolani).
E se dobbiamo fare una piccola parentesi, agganciandoci al lavoro fatto da Cinevox, ci sono altre (e non meno importanti) etichette discografiche specializzate nella produzione di colonne sonore italiane, come ad esempio Cam Sugar e la Four Flies (insomma, se non lo avete già fatto, c’è da studiare ragazz* sul tema!).
Ultima breve parentesi (lo giuriamo!) non possiamo non aprirla in riferimento al mondo cinematico italiano che ha attirato e ispirato anche il lavoro di alcuni artisti esteri. È il caso del rapper britannico di Loyle Carner che nella sua “Ain’t Nothing Changed” utilizza il campionamento del sax presente in “Ricordandoti” di Piero Umiliani (sì, ancora una volta lui!) per aprire, accompagnare e chiudere il pezzo, con un’impronta che secondo noi lascia il segno!
Al prossimo episodio per approfondire il mondo Musica da un’altra prospettiva e vi informiamo che troverete i brani citati in questo e negli episodi a seguire di questa rubrica nella Playlist Spotify: “Pazz x Etimologia”.
Se volete seguire il mondo Pazz potete farlo qui: https://pazz-world.com/.





