
Abbiamo incontrato Elisa Basilissi, co-founder di TAM Festival e founder di Calimaia Collettivo, che ci ha illustrato la visione e i valori di questo festival. Felici di sostenere come media partner questa meravigliosa realtà.
Da cosa deriva il nome TAM e quali sono le motivazioni profonde che vi hanno spinto a fondare questo festival per costruire nuova narrazione dell’editoria?
TAM è un festival di editoria, illustrazione e autoproduzioni indipendenti che nasce a Firenze nel 2024.
Il suo nome affonda le radici nel patrimonio del territorio toscano e nella cultura etrusca: “tham” – costruire in etrusco – riflette il principio su cui si basa il progetto, ovvero un processo collettivo, aperto e inclusivo, che vive dello scambio tra chi organizza, chi espone e chi partecipa. TAM ogni anno si smonta e si rimonta, insieme.
Il festival nasce dall’incontro tra Livia De Magistris (artista e illustratrice), Elisa Basilissi (progettista culturale) ed Edoardo Cantarella (grafico e visual designer), uniti da una formazione creativa e da una passione condivisa per l’editoria indipendente. Proprio osservando il territorio toscano, abbiamo riconosciuto un fermento vivo ma ancora poco strutturato: da qui la scelta di lavorare su questo settore e di contribuire a renderlo più visibile e accessibile.
TAM è quindi un progetto educativo e di avvicinamento al settore, che invita il pubblico a essere curioso e a entrare in relazione diretta con i prodotti e con chi li realizza. In questo senso, gli espositori diventano naturalmente ambasciatori indipendenti di una scena culturale in continua evoluzione.

Qual è la visione che guida il progetto e come immaginate che TAM possa agire concretamente sul tessuto creativo locale, trasformandolo in un laboratorio permanente di confronto e innovazione?
La visione che guida TAM è quella di costruire uno spazio di scambio reale, basato sulla collaborazione. Essendo noi stessi un progetto indipendente, il festival esiste e cresce grazie a una rete di collettivi, associazioni e professionisti che condividono questa attitudine e decidono di mettersi in gioco insieme a noi.
A livello concreto, TAM agisce sul territorio coinvolgendo attivamente queste realtà nella costruzione del festival: dall’allestimento ai workshop, dalla logistica alla comunicazione. Non si tratta solo di ospitare contenuti, ma di co-produrli, trasformando il festival in una piattaforma di lavoro condiviso che attiva competenze locali e le mette in relazione.
Allo stesso tempo, TAM mantiene uno sguardo aperto verso l’esterno. La presenza di editori indipendenti da tutta Europa e di ospiti internazionali genera un flusso continuo di idee, pratiche e linguaggi. Secondo noi l’innovazione nasce proprio in questo punto di incontro: osservare ciò che accade fuori, assorbirlo e rielaborarlo all’interno del contesto fiorentino, senza perdere la propria identità.
In questo senso, TAM vuole essere un laboratorio permanente di contaminazione: un luogo in cui il dialogo tra dimensione locale e respiro internazionale produce nuove possibilità per il tessuto creativo.

TAM si propone come un “costruire insieme” tra editori, illustratori e designer. Come avete strutturato le attività per favorire un dialogo reale e una rete solida tra i talenti locali e le realtà europee?
TAM è prima di tutto una fiera mercato di autoproduzioni indipendenti, ma è pensata come uno spazio attivo, in cui lo scambio non è solo implicito, ma facilitato e strutturato attraverso diverse modalità.
Uno degli strumenti che verrà introdotto nella seconda edizione del festival (23/24 Maggio 2026) è l’open mic dedicato agli espositori: un momento in cui editori e illustratori possono presentare i loro progetti, raccontarne la visione e attivare un dialogo diretto con il pubblico e con gli altri partecipanti. Questo format aiuta a trasformare la presenza in fiera in un’occasione di relazione e non solo di esposizione.
A questo si affiancano i workshop proposti dagli stessi espositori, pensati come momenti di condivisione più approfondita. Sono attività accessibili, con costi calmierati, che permettono agli ospiti nazionali ed internazionali di entrare in contatto diretto con il tessuto cittadino e al pubblico di avvicinarsi alle pratiche dell’editoria indipendente in modo concreto.
Parallelamente, il festival include una serie di laboratori gratuiti, curati dal team di TAM e da collettivi attivi sul territorio come Colla e Calimaia Collettivo, pensati per coinvolgere pubblici diversi – adulti e bambini – e stimolare una partecipazione attiva. Questo contribuisce ad ampliare la comunità intorno al festival e a renderla più inclusiva.
Le talk rappresentano invece uno spazio di confronto più ampio: ospitano operatori culturali, progettisti e realtà sia locali che internazionali, e affrontano temi che vanno oltre il perimetro dell’editoria indipendente. Questa apertura permette di creare connessioni trasversali tra ambiti diversi e di intercettare anche un pubblico non specialistico.
Nel loro insieme, queste attività costituiscono un ecosistema in cui l’incontro tra realtà locali e internazionali avviene in modo naturale, generando relazioni che continuano anche oltre i giorni del festival.


Perché la scelta del chiostro della Biblioteca Pietro Thouar, in Piazza Tasso come location? In che modo questo spazio riflette i valori di convivialità e libertà che animano il progetto?
La scelta del chiostro della Biblioteca Pietro Thouar e di Piazza Tasso in generale nasce dalla volontà di lavorare in spazi pubblici della città, attraverso pratiche culturali contemporanee.
Per le prime edizioni abbiamo deciso di concentrarci su luoghi comunali meno centrali nei circuiti culturali più visibili, con l’idea di portare nuovi pubblici e nuove energie. Piazza Tasso rappresenta in questo senso un contesto interessante: uno spazio ancora molto autentico e stratificato, che porta con sé complessità ma anche molta possibilità di incontro.
Il chiostro della biblioteca è uno spazio aperto e accessibile, che favorisce la prossimità tra le persone; allo stesso tempo, la biblioteca è un presidio culturale importante, che abbiamo scelto di abitare temporaneamente con linguaggi e pratiche legate all’editoria indipendente.
La convivialità e la libertà, per noi, stanno proprio qui: nella possibilità di usare uno spazio pubblico in modo informale, attraversarlo senza barriere e creare occasioni di scambio tra persone e progetti diversi.

In che modo l’intreccio tra illustrazione, design ed editoria trasforma TAM in un motore di promozione culturale e in un’esperienza di collettività contemporanea?
L’intreccio tra illustrazione, design ed editoria è alla base di TAM perché riflette il modo in cui oggi molti progetti nascono e si sviluppano: in maniera ibrida, attraversando più linguaggi contemporaneamente.
All’interno del festival questa dimensione è molto concreta. Le pubblicazioni indipendenti che ospitiamo sono spesso il risultato di pratiche che mettono insieme progettazione grafica, ricerca visiva e contenuto editoriale. Questo rende TAM non solo uno spazio espositivo, ma un luogo in cui è possibile leggere i processi dietro ai progetti, confrontarsi direttamente con chi li realizza e capire come queste discipline si influenzano a vicenda.
Dal punto di vista della promozione culturale, questo approccio permette di avvicinare pubblici diversi: chi arriva per l’illustrazione scopre l’editoria, chi si interessa al design entra in contatto con pratiche di autoproduzione, e così via. Si crea quindi un accesso più ampio e meno settoriale.
La dimensione collettiva nasce proprio da questa apertura: TAM non è solo una fiera mercato, ma uno spazio condiviso in cui linguaggi, persone e pratiche si intrecciano. È in questo scambio continuo – tra pubblico, espositori e organizzazione – che si costruisce un’esperienza contemporanea di collettività.

Chi è Elisa Basilissi?
Elisa Basilissi è co-founder di TAM Festival e founder di Calimaia Collettivo. Si occupa di sviluppo e coordinamento di progetti espositivi e programmi pubblici, lavorando tra ideazione culturale, ricerca curatoriale e progettazione. La sua pratica, maturata in contesti indipendenti e a contatto con background culturali diversi, è multidisciplinare e integra ideazione, produzione, comunicazione e attivazione del pubblico. Si muove all’interno di sistemi culturali complessi, costruendo progetti che mettono in relazione contenuti, persone e contesti.
Cos’è TAM Festival?
TAM è un festival di editoria, illustrazione e autoproduzioni indipendenti nato a Firenze. È un momento di incontro e scambio tra progetti provenienti dall’Italia e da tutta Europa, che mette in relazione pubblico ed espositori in modo diretto. Oltre alla fiera mercato, TAM propone talk, workshop e attività aperte, con l’obiettivo di avvicinare nuovi pubblici e rendere l’editoria indipendente accessibile, partecipata e condivisa.





