Da cosa deriva il nome TAM e quali sono le motivazioni profonde che vi hanno spinto a fondare questo festival per costruire nuova narrazione dell’editoria?

Qual è la visione che guida il progetto e come immaginate che TAM possa agire concretamente sul tessuto creativo locale, trasformandolo in un laboratorio permanente di confronto e innovazione?

TAM si propone come un “costruire insieme” tra editori, illustratori e designer. Come avete strutturato le attività per favorire un dialogo reale e una rete solida tra i talenti locali e le realtà europee?

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