2026 – XII Edizione
23-24-25 Luglio 2026
Giuseppe Biondi – Presidente APS
Felice Calenda – Comparto tecnico
Daniela Cardiello – Comparto amministrativo e logistico
Manuele Altieri – Comparto comunicazioneChiostro di San Francesco – Eboli (SA)
Disorder. è un progetto indipendente nato con spirito DIY e con la volontà di restare fuori rotta: controcorrente, generativo, lontano dalle logiche del mainstream e dalle dinamiche di mercato. Negli anni Disorder ha attraversato borghi, teatri, arene, cambiando forma ma non sostanza. Ha continuato a cercare e a creare, rimanendo fedele all’idea di autonomia culturale, di libertà espressiva, di comunità viva.

Qual è il nucleo progettuale da cui è nato il festival e quali urgenze creative ne hanno guidato lo sviluppo iniziale?
Disorder. nasce dalla necessità di continuare un percorso di divulgazione musicale portato avanti dal fondatore di Macrostudio. Eboli e il suo territorio hanno una storia molto ricca e prolifica in termini di sperimentazione musicale così nel 2010 nasce Disorder Beer Fest “il festival più piccolo d’italia” che ha l’obiettivo di portare sul palco artisti lontani dalle logica di mercato ma allo stesso tempo di grande spessore che spesso non trovano spazio nei canali ufficiali. Negli anni a seguire il filone della musica “controcorrente” non muta e il format si arricchisce di contaminazioni artistiche parallele (dalla pittura, alla fotografia, al videomaking). Con il susseguirsi delle edizioni il format si consolida nella sua forma attuale e cambia da prima nome in Disorder Fest per giungere, in termini minimalisti, al solo nome Disorder.
Quali sono gli obiettivi prioritari dell’evento e quale impatto specifico si prefigge di generare sul tessuto culturale e creativo locale?
Disorder. ha come missione quella di creare una frattura tra quello che il mercato musicale ci impone di ascoltare e la realtà esistente in essere. Durante la fase di preparazione ed organizzazione del Festival ci impegniamo a ricercare artisti che possano stimolare la curiosità dell’ascoltatore. La maggior parte delle “persone” che sono salite e saliranno sul palco di Disorder. sono sconosciuti ai più, ma il pubblico apprezza questa scelta perchè li mette nella condizione di ascoltare il “nuovo” o meglio il “diverso”, anche se questa parole non ci piace molto. in sintesi non ci piace vincere facile.

Quali criteri hanno guidato la scelta della location e come questo spazio contribuisce a definire l’identità e l’atmosfera del festival?
La casa in cui Disorder è nato e cresciuto è il centro storico di Eboli (SA), sia per un sentimento di appartanenza personale sia perchè rappresenta il contenitore ideale per nuove sperimentazioni in contrapposizione alla suo vissuto storico.
Quest’anno, dopo due edizioni in trasferta, torniamo a casa in una location per noi vergine, il Chiostro di San Francesco, complesso monumentale storico che ospita il MANES – Museo Archeologico di Eboli. Lo spazio è molto suggestivo e raccolto e unisce architettura storica ad architettura contemporanea.
Come sono organizzate le attività per permettere a persone con esperienze diverse di incontrarsi e confrontarsi?
Il Festival non è organizzato secondo schematiche rigide ma è un’esperienza che viene vissuta in totale libertà e autonomia. È il pubblico a scegliere quando e come incontrarsi e confrontarsi. L’ascolto del “nuovo” musicale genera già di per sè la base di una discussione basata sulla curiosità e sulla voglia di scoperta.
Qual è l’elemento di rottura o la sfida più grande che questo progetto lancia al modo tradizionale di fare cultura oggi?
Disorder è un Festival Indipendente di Musica e Autoproduzioni dal 2010, la sintesi del nostro percorso e del nostro progetto. Cerchiamo di fare cultura in un modo non convezionale perchè siamo persone molto curiose. Ad ogni edizione cerchiamo di condividere questa nostra curiosità negli ascolti, nella lettura, nell’arte in generale con il nostro pubblico e crediamo che questa scelta sia vincente perchè ci ha permesso di costruire negli anni un’identità forte e riconoscibile.

Chi è Macrostudio APS & Disorder?
Siamo Macrostudio APS, un’associazione nata per costruire spazi di libertà, cultura e sperimentazione. Il nostro primo amore è la musica che cerchiamo di contaminare con altri linguaggi artistici. Negli anni abbiamo curato numero rassegne musicali a livello provinciale. Dal 2010 diamo vita a Disorder Festival.
Disorder. è un progetto indipendente nato con spirito DIY e con la volontà di restare fuori rotta: controcorrente, generativo, lontano dalle logiche del mainstream e dalle dinamiche di mercato. Negli anni Disorder ha attraversato borghi, teatri, arene, cambiando forma ma non sostanza. Ha continuato a cercare e a creare, rimanendo fedele all’idea di autonomia culturale, di libertà espressiva, di comunità viva.




