2026 – 5^ edizione
da martedì 7 a domenica 12 luglio 2026 a Lainate
da venerdì 17 a domenica 19 luglio 2026 ad AreseDirettori Artistici: Odoardo Maggioni e Luca Massimo Garavaglia
Direttrice Organizzativa: Francesca Veraldi
Responsabile Comunicazione: Federica Speziali
Direzione Amministrativa: Roberto Luigi ClericiVilla Visconti Borromeo Litta a Lainate (MI)
Villa La Valera ad Arese (MI)
Short Out nasce dal desiderio di costruire uno spazio in cui la cultura sia davvero accessibile a tutte le persone, un’occasione concreta per rafforzare i legami all’interno della comunità e dare vita a momenti di incontro, condivisione e partecipazione.
Il festival è pensato come un luogo aperto e accogliente, dove l’arte diventa esperienza viva e occasione di crescita collettiva.
Il margine al centro è la tagline che rappresenta Short Out Festival: ogni anno il tema del margine viene esplorato sotto diverse sfumature e declinazioni, creando uno spazio di riflessione condiviso sulla cultura e sull’arte, promuovendo la periferia e le città di provincia ai confini dei grandi centri metropolitani.
La quinta edizione di Short Out si svolgerà da martedì 7 a domenica 12 luglio 2026 negli spazi di Villa Litta a Lainate (MI) aggiungendo tre giorni in più di Festival e una nuova location: da venerdì 17 a domenica 19 luglio il Festival sarà ospitato all’interno di Villa La Valera nel vicino Comune di Arese (MI), con un palinsesto culturale, in fascia serale e all’aperto, che unisce la proiezione dei cortometraggi vincitori a musica dal vivo, talk, format performativi e ospiti speciali.

Il festival è interamente gratuito in ogni sua proposta perché l’accesso alla cultura deve essere un diritto di tutti e, ancora troppo spesso, viene percepita come un bene elitario, e non come un’opportunità collettiva. In un contesto periferico spesso percepito come marginale, il festival ribalta la prospettiva tradizionale e restituisce centralità al territorio, promuovendo la periferia come luogo di vitalità, innovazione e partecipazione attiva.
“Cosa ci limita” è il tema della quinta edizione di Short Out.
Un’espressione che tiene insieme oggetti e confini, materia e relazione. Il limite qui non separa, bensì è una soglia: un luogo in cui le cose agiscono sulle persone e le persone sulle cose, dove relazioni, abitudini e significati si rivelano e si ridefiniscono.
Attraverso proiezioni, incontri, spettacoli, laboratori e pratiche di co-creazione, la quinta edizione di Short Out è un invito a riflettere sul ruolo degli oggetti nel nostro quotidiano, un’esplorazione del margine come spazio vivo in cui le cose non sono solo cose ma raccontano ciò che siamo, ciò che siamo stati e ciò che possiamo diventare.

Qual è il nucleo progettuale da cui è nato il festival e quali urgenze creative ne hanno guidato lo sviluppo iniziale?
Short Out nasce dal desiderio di costruire in zone periferiche e marginali uno spazio in cui la cultura sia davvero accessibile a tutte le persone, un’occasione concreta per rafforzare i legami all’interno della comunità e dare vita a momenti di incontro, condivisione e partecipazione. Il festival è pensato come un luogo aperto e accogliente, dove l’arte diventa esperienza viva e occasione di crescita collettiva.
Il cinema spesso si è soffermato a raccontare i margini, i luoghi di confine e gli umani limiti. L’idea di Short Out è far raccontare alla periferia stessa cosa rappresentano il cinema, la cultura e l’arte. Un’inversione di ruoli, in cui il margine si fa detentore delle chiavi della soglia e non è più il luogo di abbandono del logoro e della seconda mano, ma il centro di un moto innovatore, da cui si spande cultura, bellezza e vitalità.
Il cortometraggio consente in pochi minuti di svelare una storia e lascia spazio di espressione a chiunque, data la sua natura democratica e accessibile. La scelta di dedicarsi al cortometraggio risponde all’esigenza di valorizzare una forma espressiva libera, indipendente e accessibile. Il corto, nella sua sintesi, è in grado di veicolare con forza visioni contemporanee e racconti significativi, offrendo spazio a voci eterogenee e a linguaggi capaci di raggiungere pubblici diversi.
Quali sono gli obiettivi prioritari dell’evento e quale impatto specifico si prefigge di generare sul tessuto culturale e creativo locale?
Mission & obiettivi del Festival
● Promuovere la cultura come diritto e bene comune, attraverso un festival
interamente gratuito e accessibile a pubblici differenti per età, background culturale e provenienza geografica.
● Valorizzare il cortometraggio come forma espressiva democratica, capace di raccontare in pochi minuti storie potenti, stimolando riflessioni su temi sociali, culturali e artistici contemporanei.
● Rendere protagonisti i territori marginali, portando contenuti culturali di qualità in un contesto provinciale e stimolando nuovi sguardi sul patrimonio locale.
● Favorire l’incontro intergenerazionale e la partecipazione attiva, con attività pensate per diverse fasce d’età, coinvolgendo scuole, giovani e famiglie attraverso laboratori, progetti educativi e percorsi di formazione.
● Rafforzare il senso di comunità e appartenenza mediante la costruzione di uno spazio culturale inclusivo, informale e partecipato.

Quali criteri hanno guidato la scelta della location e come questo spazio contribuisce a definire l’identità e l’atmosfera del festival?
Short Out si inserisce in un contesto culturale comunale attivo portando una proposta nuova per la città con un festival all’interno di uno dei luoghi centrali del territorio, Villa Litta, e ampliando la già presente offerta di proiezioni cinematografiche estive all’aperto, con la proposta di cortometraggi da tutto il mondo.
La città di Lainate, come tante della provincia di Milano e non solo, ha una grande storia culturale e commerciale, rappresentata rispettivamente dai luoghi storici e paesaggistici, come Villa Litta e il suo parco e anche la biblioteca comunale L’Ariston Lainate Urban Center (costruita sull’ex-cinema teatro comunale), e dalle aziende conosciute in tutto il mondo, come Perfetti van Melle, Fanuc, Edilkamin.
Nonostante questo potenziale e le molte proposte culturali che vengono attivate da Associazioni e Enti lungo tutto l’arco dell’anno, il contesto provinciale spesso continua a risultare poco attrattivo per i più giovani (16-30 anni) che scelgono altri luoghi di aggregazione sociale e di convivialità nei grandi centri metropolitani o nei capoluoghi di provincia e regione.
Short Out è un festival realizzato con la collaborazione e il contributo del Comune di Lainate che sin dalla prima edizione ha creduto nella proposta culturale progettata e curata dall’Associazione Tutti Frutti ETS. È il primo festival cinematografico ospitato negli spazi esterni e interni di Villa Litta, con l’ambizione di offrire un nuovo punto di vista sugli spazi storici di questa location, spesso vissuti dal pubblico in modi differenti (in occasione di altre manifestazioni, rievocazioni storiche o appuntamenti comunali).
Gli eventi del festival diventano così una nuova occasione per vivere gli spazi della Villa sotto una luce e una prospettiva diversa e, al tempo stesso, offrono la possibilità al pubblico di accedere ad aree, sale e spazi spesso non comunemente fruibili o percorribili. La quinta edizione di Short Out porta gli stessi intenti e obiettivi anche in un altro presidio culturale della provincia milanese, Villa La Valera, nel vicino comune di Arese (MI).
Come sono organizzate le attività per permettere a persone con esperienze diverse di incontrarsi e confrontarsi?
Elemento fondante è la gratuità totale delle attività, intesa come principio strutturale di inclusione e accessibilità.
Short Out rappresenta un’importante occasione per creare un luogo di incontro, socializzazione e inclusione, in grado di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. Il festival vuole essere uno spazio sociale partecipato, dove la cultura diventa il motore principale per la coesione della comunità. Gli eventi culturali proposti da Short Out intendono offrire al pubblico momenti di intrattenimento, riflessione e partecipazione:
Le proiezioni dei cortometraggi nel Teatro Naturale, con ingresso gratuito, prevedono la partecipazione attiva del pubblico, che diventa protagonista del Festival, chiamato a esprimere la propria preferenza con la votazione dei cortometraggi in gara e l’assegnazione finale di un Premio del Pubblico.
I talk nel Cortile Nobile invitano a riflettere sul tema scelto per l’edizione da diversi punti di vista con incontri insieme a ospiti del panorama editoriale, cinematografico, teatrale ma anche esperti di settori diversi: sociologi, psicologi, professori, insegnanti.

La mostra allestita nelle sale interne al piano terra della Villa è, di anno in anno, ideata e strutturata per offrire al pubblico momenti esperienziali e interattivi uniti a workshop o eventi speciali itineranti nei luoghi della città.
La musica dal vivo e l’area conviviale con proposta di food&beverage e una zona relax con sdraio e sedute di diverso tipo sono un invito alla socialità e condivisione di momenti di divertimento in un contesto non convenzionale.
La collaborazione con l’Associazione Amici di Villa Litta consente al pubblico del Festival di visitare il Ninfeo con turni di visita extra-orario e a tariffa ridotta, scoprendo l’inestimabile patrimonio artistico e culturale della location durante le suggestive ore serali.
Gli eventi di intrattenimento all’interno del programma del Festival propongono format partecipativi per il pubblico, uniti a una proposta di attività organizzate insieme a partner culturali di laboratori ed esperienze in loco durante i giorni del Festival.
La cultura assume in questo senso il ruolo di aggregatore sociale, promotore di socialità e esperienze condivise: un atto politico necessario per poter ambire a creare una rete di legami fitta e duratura.
Qual è l’elemento di rottura o la sfida più grande che questo progetto lancia al modo tradizionale di fare cultura oggi?
Elemento fondante è la gratuità totale delle attività, intesa come principio strutturale di inclusione e accessibilità.
La finalità complessiva di Short Out è la costruzione di un modello culturale partecipato, capace di generare impatto sociale, rafforzare il senso di comunità e promuovere la partecipazione attiva, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Il Festival si rivolge a un pubblico ampio e intergenerazionale e intercetta presenze su scala locale, regionale, nazionale e internazionale, confermando la propria capacità di attivazione culturale diffusa.

La quinta edizione (luglio 2026) introduce un’evoluzione significativa attraverso lo sviluppo su due sedi integrate: Lainate (7–12 luglio) e Arese (17–19 luglio). Questo ampliamento si muove nella direzione di rendere il Festival un vero e proprio sistema culturale diffuso: uno spazio in cui il territorio stesso si attiva, partecipa e contribuisce alla costruzione di un’esperienza condivisa, rafforzando la rete locale e le dinamiche di coinvolgimento del pubblico.
Short Out si articola in un palinsesto multidisciplinare che integra proiezioni cinematografiche, performance artistiche, talk tematici, laboratori ed eventi partecipativi, valorizzando il patrimonio storico-artistivo dei luoghi ospitanti e trasformandoli in presidi culturali e spazi di socialità attiva.
Chi è Tutti Frutti ETS?

Tutti Frutti ETS nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura come strumento di
inclusione, accessibilità e partecipazione, portando esperienze di qualità dai margini della provincia al cuore delle città metropolitane.
Le prime attività, realizzate a Lainate, hanno contribuito a consolidare un tessuto
culturale vivo e partecipato, fino a sfociare nella creazione, nel 2022, di Short Out
Festival, oggi evento internazionale riconosciuto. Dopo alcune edizioni “in tour”, con rassegne itineranti dedicate alla proiezione dei cortometraggi vincitori delle diverse edizioni del Festival, la quinta edizione di Short Out si svolgerà in due location per un totale di 9 giorni di Festival. Dal 7 al 12 luglio nella storica Villa Litta Lainate (MI) e dal 17 al 19 luglio negli spazi di Villa La Valera nel vicino Comune di Arese (MI).
Accanto a Short Out, l’associazione ha dato vita a nuove progettualità. Il cineforum “In The Mood”, rinnovato anche per il 2026, l’impegno nella rigenerazione dell’area mercato di Rho come polo culturale, un progetto che mira a restituire alla comunità uno spazio urbano attraverso eventi, proiezioni e attività multidisciplinari.
Oggi l’associazione si configura come un punto di riferimento stabile, dotata di un
ufficio operativo e in costante ampliamento delle proprie attività e collaborazioni. La
traiettoria di crescita riflette una visione chiara: trasformare i margini in spazi centrali della vita culturale, offrendo occasioni di incontro, conoscenza e partecipazione che siano sostenibili, inclusive e di qualità.





