Veneto
Damiano Fasso
As the years go by
As the years go by
Painting 3.
35 x 35 cm
Enamels, glitter on transparent soft polymer 5.Year: 2022
Since 2011, these works were created as a reflection on the expressive possibilities inherent in neo-pop visual culture and on the perception of colorful images. Painted with industrial and experimental materials such as fluorescent enamels, poisonous substances, gunpowder, or glitter on canvas, they can surprise the viewer bringing new significance to painting practice; they also change color with UV light. In these works painting is used to explore the relationship between traditional techniques and supports, and digital culture; inspired by smartphone screens and video games, some of these artworks are painted on soft, transparent polymer. They seem three-dimensional with the light, projecting a soft shadow against the walls. Painting resembles digital pictures.

Damiano Fasso (Montecchio Maggiore, 1976) è un artista visivo italiano che lavora con pittura, video, installazione e arte digitale. La sua produzione indaga l’idea che siano le immagini a costruire la realtà che crediamo di osservare: un’arte che usa gli stessi strumenti dei media e del mercato può renderne visibile il meccanismo nascosto.
Il suo percorso inizia nel 2000 con la partecipazione alla mostra collettiva dei finalisti alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 2001 partecipa all’evento collaterale “Markers” alla Biennale di Venezia, e sperimenta la possibilità di usare materiali inconsueti come il peluche e le plastiche.
Nel 2009, durante un viaggio di studio in Giappone, scopre un mondo fatto di luci, colori fluo e neon, di personaggi manga e anime e di videogiochi, e comincia a riflettere sul ruolo iconico e sociale delle immagini. Nello stesso anno si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si diplomerà poi in Decorazione. Durante gli studi comincia a mescolare ai colori veleni e polvere da sparo e a sperimentare con video e installazioni, indagando i temi e le incertezze del nostro tempo, dall’inquinamento alla violenza sociale.
Nel 2016, dopo un periodo introspettivo lontano dalle scene, il suo sguardo cambia: comincia a pensare che, nella società moderna, la vita venga vissuta come una sorta di videogioco fatto di immagini illusorie. Nasce così la serie delle opere dedicate ai videogames, ed è qui che la sua ricerca trova la direzione attuale.
L’intelligenza artificiale entra in seguito nella sua ricerca, permettendogli di fondere pittura, video e installazioni in un linguaggio multimediale: Fasso trasforma simboli della cultura pop e dell’ecosistema digitale in storie fatte di immagini, che mettono in relazione la memoria storica con la velocità del presente e sono in grado di confrontarsi con questioni attuali, come il rapporto con la tecnologia, la crisi ecologica o i cambiamenti sociali.
Dal 2019 il suo lavoro ottiene ulteriori riconoscimenti ufficiali, entrando in musei nazionali e in sedi prestigiose in Italia e all’estero, da Times Square a Seoul e in collezioni pubbliche e private, fino all’acquisizione, nel 2026, di nove opere da parte dello Stato italiano per il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso. Una tappa importante di un lungo percorso ormai riconosciuto, che prosegue tuttora.


