Sicilia
Lelio Naccari
REQUIEM FOR A PIG
Ieri ho spostato tutti i miei file da una parte
su un lato del monitor
Sembrano ordinati
(mordo il rubinetto)
Ma so,
Del caos sottostante.
Non c’è n’è traccia
L’accetto.
Suono clavicembali dorati
Mentre cado dalla tromba delle scale
Che informa le cose E da’ una passione uscente.
Peggio per lui, mi dico:
È un gioco odoroso
Ma doloroso,
che a volte le nostre vite si vestano
Ma non vedano.
Ritaglio resti di rami all’ingresso
adesso
Mi mordo un’unghia Che tanto non ce l’hanno Gli altri, una fissa idea di senso
Potrebbe servire anche meno Ma sarà verità?
ACQUA, PIOGGIA, MARE, PIETRA, SOLE, SALE
GRIGIO SIDERALE
Io quelli che urlano disperati
Quando recitano le loro poesie
a voce alta non li capisco.
Mi sembra una manomissione
Cioè una missione per mani
Per strappare una smorfia, un saluto, un tributo
Che poi fra un po’ sarà il mio compleanno.
E non so mai cosa volere dalla vita.
Forse perché ho già tutto
O forse perché non c’è nulla
che valga la pena volere.
DIDASCALIA
Le poesie d’avanguardia sono emerse nella prima metà del XX secolo e sono state caratterizzate, come le avanguardie in generale, da uno stile libero e innovativo, non legato alle convenzioni letterarie.
L’avanguardia, nella poesia, non rispetta le metriche, ma rischia, è così rischiara
È irriverente e molto creativa, al punto da praticare la libertà totale.
Quest’anarchia si osserva – sto rubando parole – nella tipografia utilizzata e nel modo di catturare le linee su carta (capovolte ad esempio) (o sotto forma di immagini, animali, spirali…)
Incorporando disegni, come in questo libro (/) Suoni e immagini di sogni o situazioni strane.
La poesia d’avanguardia richiama intenzionalmente la cattiva sillaba, La creazione di parole inesistenti e l’eliminazione di connettori e altre risorse
Grammaticali.
Anche il tema è fuori dall’ ordinario e le parole non cercano di avere significati oltre le parole stesse, cioè non c’è un significato figurativo.
Tutte queste caratteristiche sono molto marcate nella poesia d’avanguardia d’Europa. Quando questa corrente permeò l’America, Gli scrittori di questo continente la adottarono per esprimere ideali politici e la loro preoccupazione per questioni sociali.
Per questo motivo, hanno basato i loro poemi sui problemi dell’umanità, usando metafore più o meno sottili, ma alla fine riflettendo il loro impegno nei confronti delle persone.
Bhua.
Mattia Minerva, attore e artista visivo, nasce a Lecce e vive a Roma da quasi un decennio. Si forma tra La Scaletta Teatro, il Teatro Argot Studio e la Biennale di Venezia con Thomas Richards. Nell’ambito delle arti visive sviluppa il progetto Oltre il Corpo, performance audiovisiva in cui sensori e algoritmi traducono il movimento in immagini generative in tempo reale. Due linguaggi, una sola ricerca: il corpo come presenza, il codice come estensione.


