In che modo l’intreccio tra musicoterapia, sapienza artigianale e valore del rito agisce come catalizzatore per rigenerare la tradizione, restituendo al folklore la sua originaria forza vitale?

Il tuo lavoro costruisce un ponte tra il culto delle “Sette Madonne” campane, radicato in una spiritualità ancestrale e viscerale e la pulsazione ipnotica della club culture europea. In che modo queste due dimensioni, apparentemente distanti, dialogano nel tuo immaginario sonoro?

Partendo dall’impronta lasciata dal magistero di Roberto De Simone, come ridefinisci il tuo metodo di ricerca per evitare che la tradizione si trasformi in reliquia, trasformandola invece in un organismo pulsante e contemporaneo?

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione? Ci sono libri, film o altri artisti che hanno avuto un impatto significativo nella strutturazione del tuo  immaginario?

Chi è Antonio Marotta?