
Come immagini il tuo futuro?
Come immagini il nostro futuro?
Tu, come immagini il futuro di Reggio Calabria?
Costruito da giovani
per giovani.
Qual è stata la ragione principale che ti ha motivato a ideare e costruire “Reggio 2031: il forum delle idee”? Qual è l’origine e quale significato attribuisci al nome?
Negli ultimi mesi, a Reggio, ha iniziato a diffondersi un’aria nuova che ha travolto, pian piano, quel velo di pessimismo – che noi, da buoni calabresi, portiamo atavicamente sulle nostre spalle – e di immobilismo che soffoca(va) ogni stimolo culturale, istanza di rinnovamento e slancio sociale. È come se ci fossimo accorti che un’altra narrazione della nostra città sia possibile e che le bellezze che noi possediamo, per natura e fortuna, possono diventare risorsa. Abbiamo scoperto che, per sentirsi realizzati, non bisogna andare via per forza e che restare può essere una scelta consapevole. Ci siamo riappropriati della nostra identità e abbiamo iniziato a coltivarla.
Sono nate, così, soprattutto tra i più giovani, tante nuove realtà: associazioni, comitati, progetti e laboratori artistici, uniti dall’obiettivo di valorizzare al meglio la nostra città.
Da un confronto con alcuni amici, dunque, abbiamo iniziato a pensare che sarebbe stato stimolante provare a mettere in rete le energie positive del territorio per facilitare loro il dialogo, per costruire e progettare insieme il futuro della nostra terra, per stimolare collaborazioni e sinergie condivise. Dunque, abbiamo iniziato a coinvolgere persone ed organizzazioni territoriali, raccogliendo molto entusiasmo. È nato così Reggio2031, uno spazio di confronto sul futuro della nostra città (ecco perché, appunto, “2031”), per comprendere meglio e discutere delle criticità, degli obiettivi verso cui ci stiamo muovendo e delle aspettative che coltiviamo tra il nostro mare e la nostra montagna, i Bronzi e i centri culturali cittadini, gli slanci imprenditoriali virtuosi e la creatività dei nostri artisti e così via.
In che modo il Forum promuove il coinvolgimento attivo soprattutto dei giovani e delle diverse realtà della città di Reggio Calabria?
Quando abbiamo dato vita al Forum, abbiamo pensato a un “luogo sicuro” che potesse fungere da cassa di risonanza dei bisogni delle giovani generazioni. In città sono presenti tante realtà consolidate di aggregazione giovanile, mancava, tuttavia, uno strumento che le mettesse nelle condizioni di esprimere, con un’unica voce, i bisogni di quella fascia di popolazione.
Il nostro obiettivo, allora, è diventato coinvolgere tutte le organizzazioni giovanili, di qualsiasi tipo, ma anche, più semplicemente, ogni giovane, che fossero interessati a poter dire la propria; e dobbiamo dire che non ci aspettavamo tanto entusiasmo.
Da semplici interlocutori, le organizzazioni giovanili si sono trasformate in componente stessa del Forum: nel coordinamento sono presenti rappresentanti di diverse organizzazioni che, pur non perdendo la propria appartenenza associativa, ci danno man forte nella realizzazione dell’evento.
Come è strutturato il Forum e in che modo questa organizzazione favorisce un confronto aperto, inclusivo e costruttivo tra tutti i cittadini? Come favoriscono il coinvolgimento della città?
Il Forum si svilupperà in una giornata, il 7 settembre, e prevedrà la partecipazione degli aderenti a singoli tavoli tematici: dal marketing territoriale al rapporto col mare, dell’imprenditoria giovanile alla produzione culturale in città.
Può partecipare chiunque: singoli cittadini tra i 20 e 35 anni (ma non saremo troppo fiscali, eh!) ed organizzazioni, che abbiano come interlocutori principali i giovani. All’interno dei tavoli, verranno avviate attività di confronto e dibattito, attraverso l’ausilio di facilitatori, finalizzate all’individuazione di criticità e proposte da rivolgere alla cittadinanza e alle istituzioni locali.
Quali sono gli obiettivi del Forum?
Come favoriscono il coinvolgimento della città?
Il nostro obiettivo sta sia nel processo che nel suo risultato.
Da un lato, il fatto stesso di aggregare, attorno a un tavolo, esponenti di organizzazioni giovanili diverse, magari provenienti da mondi che, in altri modi, difficilmente si sarebbero parlati, è un primo importante risultato, che dimostra che l’unione può fare la forza, specialmente quando a tenerci insieme sono i bisogni della nostra generazione.
Dall’altro lato, il risultato a cui puntiamo è la costruzione di proposte provenienti “dal basso”, che esprimano una precisa visione di città; queste proposte andranno a costituire un Manifesto sulla città del futuro, un documento programmatico che possa offrire spunti per l’opinione pubblica cittadina, arricchendola del punto di vista dei più giovani. È evidente che, per le tempistiche che ci siamo dati, il Manifesto entrerà a gamba tesa nel dibattito sulle elezioni comunali: anche l’orizzonte temporale del 2031 rappresenta un preciso riferimento a come vogliamo che la città cambi entro un preciso orizzonte temporale individuato nel termine del mandato della prossima amministrazione. Non abbiamo paura di fare proposta politica, intesa come proposta per il bene comune: al contrario, il Manifesto può rappresentare un guanto di sfida lanciato a tutte le parti politiche che intendono raccoglierlo e sposare la prospettiva dei più giovani nella costruzione delle politiche pubbliche cittadine.

Riflettendo sul futuro, quali sono le vostre speranze e le vostre aspettative riguardo all’impatto che il Forum potrà avere sulla crescita e lo sviluppo della città?
Possiamo dire che un primo sassolino è stato lanciato nello stagno. Non abbiamo l’ambizione di essere unici policy makers, anche perché il punto di vista delle organizzazioni giovanili non può né deve essere totalizzante nell’assunzione delle decisioni pubbliche: è compito della classe politica fare sintesi tra le diverse istanze. Abbiamo però la consapevolezza di aver costruito uno spazio che prima non c’era e che può diventare un’opportunità di ascolto e dialogo per la classe dirigente della nostra città.
La prospettiva dei giovani è stata, per molto tempo, sottovalutata a Reggio.
La nostra generazione, in particolare, ha dovuto sgomitare tra le varie difficoltà strutturali del territorio. Ciononostante, ha mantenuto ferma la sua identità reggina, facendo dell’attaccamento al territorio un connotato esistenziale. È giunto il tempo di riconoscerci un posto nel dibattito cittadino, per far emergere le nostre esigenze e avanzare le nostre proposte.
Il Forum serve a questo, serve a dar voce ai giovani che vivono e amano la propria città, serve a dire “noi ci siamo!”.
Chi sono Davide Latella e Demetrio Scopelliti?

Davide Latella, nato a Reggio Calabria, nel 1998. Attualmente, svolge un dottorato di ricerca in diritto processuale penale presso l’Università “Mediterranea”. Contestualmente, ricopre e ha ricoperto diversi incarichi di collaborazione nel settore scientifico di propria afferenza. Vive a Reggio, dopo aver trascorso alcuni periodi fuori, città nella quale vanta le proprie radici e crede fermamente, in maniera appassionata.

Demetrio Scopelliti, classe ‘96, ha conseguito nel 2025 il titolo di dottore di ricerca in Diritto costituzionale, presso l’Università degli Studi di Messina. Dopo la laurea in Giurisprudenza alla LUISS di Roma nel 2020, è stato allievo e borsista del Seminario di Studi e Ricerche Parlamentari S. Tosi, si è abilitato all’esercizio della professione forense e ha collaborato, in qualità di stagista, con un Giudice della Corte costituzionale. Delegato in Assemblea Generale del Consiglio Nazionale dei Giovani, presso lo stesso organo, è anche componente della Commissione Affari europei e cooperazione; è stato membro della Commissione speciale politiche giovanili della Città metropolitana di Reggio Calabria. Dal 2025 è il Responsabile della Comunicazione del TedXReggioCalabria.




