Dall’ 8maggio al 10 maggio 2026
La storia del Festival
Il Kàlamos – Festival della Cultura Classica è una manifestazione, nata nel 2024, della durata di tre giorni diffusa nella città di Lodi che si svolge durante il secondo weekend di maggio, con eventi gratuiti dedicati alla letteratura, all’arte, alla filosofia, al teatro e all’archeologia.
In greco antico, “kàlamos” significa pennino, calamo: è lo strumento con cui si scriveva. Un oggetto semplice, ma carico di potenza: era il mezzo con cui la parola prendeva forma e diventava ponte tra chi scrive e chi legge, tra passato e presente.
Il Kàlamos Festival nasce proprio con questo spirito: scrivere e riscrivere legami, dare voce alla cultura classica come strumento vivo di dialogo, riflessione e confronto.

Classico, moderno e collettivo: abbiamo incontrato i fondatori di Kalamos. Dalla passione per le origini al successo della terza edizione 2026, ecco come un’idea è diventata voce e visione
Qual è il nucleo progettuale da cui è nato il festival e quali urgenze creative ne hanno guidato lo sviluppo iniziale?
Il Kàlamos Festival nasce da una passione condivisa per il mondo antico e per la divulgazione, con il desiderio di rendere la cultura classica accessibile a un pubblico ampio. Alla base del progetto c’è l’idea che i classici non appartengano solo al passato, ma continuino a offrire strumenti per leggere il presente. L’urgenza che ha guidato lo sviluppo iniziale è stata proprio questa: creare uno spazio in cui la tradizione non fosse percepita come distante o specialistica, ma come qualcosa di vivo, attuale e aperto a tutti.
Quali sono gli obiettivi prioritari dell’evento e quale impatto specifico si prefigge di generare sul tessuto culturale e creativo locale?
Il festival si propone come uno spazio inclusivo e accessibile, capace di coinvolgere pubblici diversi senza barriere di competenza o formazione. Tra gli obiettivi principali c’è quello di rafforzare il legame tra cultura classica e territorio, radicando le attività nella città di Lodi e nella sua comunità. L’impatto che si intende generare è duplice: da un lato arricchire l’offerta culturale locale, dall’altro contribuire a costruire un senso di partecipazione condivisa attorno alla cultura.

Quali criteri hanno guidato la scelta della location e come questo spazio contribuisce a definire l’identità e l’atmosfera del festival?
La scelta di una formula diffusa nasce dalla volontà di portare il festival dentro la città, piuttosto che concentrarlo in un unico spazio. Gli eventi si svolgono prevalentemente in luoghi aperti e accessibili, pensati anche per intercettare un pubblico non necessariamente già coinvolto. Questa dimensione permette di “incappare” nel festival quasi per caso, trasformando gli spazi urbani in luoghi di scoperta e contribuendo a definire un’identità dinamica e permeabile.
Come sono organizzate le attività per permettere a persone con esperienze diverse di incontrarsi e confrontarsi?
Le attività sono progettate per favorire l’incontro tra persone con livelli di esperienza molto diversi. Le conferenze e gli interventi sono affidati principalmente a docenti universitari e studiosi, ma con un’attenzione costante al taglio divulgativo. Questo approccio permette di mantenere un alto livello di contenuto senza rinunciare alla chiarezza, rendendo ogni appuntamento accessibile sia a chi ha già familiarità con la materia sia a chi vi si avvicina per la prima volta.

Qual è l’elemento di rottura o la sfida più grande che questo progetto lancia al modo tradizionale di fare cultura oggi?
Una delle principali sfide che il Kàlamos Festival pone al modo tradizionale di fare cultura è la scelta di mantenere tutti gli eventi completamente gratuiti e ad accesso libero. In questo senso, il festival rivendica l’idea della cultura come bene condiviso e non come esperienza riservata. Il progetto si sostiene attraverso attività di fundraising e un dialogo costante con le istituzioni e il territorio, sperimentando un modello che coniuga qualità culturale e accessibilità.
Il festival è diffuso nella città di Lodi, quest’anno le location sono:
Chiostro della Provincia di Lodi
Piazza Broletto
Aula Magna del Liceo Verri
Chiostro dell’Ospedale Vecchio
Fondazione Maria Cosway
Area Archeologica di Lodi Vecchio
Ex Caffè Letterario
Enorafo
Biografia
L’Associazione Italiana di Cultura Classica è una libera associazione fondata nel 1897 che persegue lo scopo di raggiungere tutti coloro che desiderano coltivare le discipline umanistiche per una comune opera di cultura e di suscitare ed estendere l’interesse per una più diretta conoscenza della civiltà antica e non solo.
La delegazione di Lodi, fondata nel 2022, promuove un programma di eventi culturali gratuiti per la cittadinanza incentrati sulla divulgazione di letteratura, arte, filosofia teatro e archeologia, in costante dialogo con i temi della contemporaneità.
Nel 2024 la delegazione ha organizzato la prima edizione del Kàlamos – Festival della Cultura Classica, manifestazione della durata di tre giorni diffusa nella città di Lodi, caratterizzata dalla sua volontà di valorizzare il tema della cultura classica all’interno della vita cittadina, instaurando un legame con il territorio.

FONDATORI
Piera Pesatori (presidente)
Claudia Cella
Laura Cella
Luca Boccalari
Pietro Grisi





