Il design torna protagonista a Potenza.
Il LIFE Basilicata Design Festival si prepara alla sua nuova edizione, consolidando quel ponte tra creatività e territorio che ha caratterizzato il suo debutto e lanciando un messaggio forte attraverso il claim di quest’anno: “Ogni gesto lascia una traccia“. Abbiamo incontrato i fondatori per farci raccontare la genesi e le novità di questo atteso ritorno.

Tutto nasce da un’esigenza profonda di riempire un vuoto culturale. Michele Arleo e Max Caggiano, Co-fondatori e Direttori Creativi del festival, ricordano come l’idea abbia preso forma quasi per istinto: «LIFE Festival è nato da un’esigenza vera e anche molto sentita che è quella di creare qui al Sud, in particolare a Potenza, uno spazio dove si potesse parlare di design, di creatività e di cultura visiva in modo serio ma soprattutto accessibile e inclusivo».
Quest’anno il festival si espande in un vero e proprio ecosistema di attività integrate. Non si tratta più solo di singoli talk verticali, ma di un progetto completo che abbraccia talk, workshop e mostre, offrendo un’esperienza immersiva completa .
È un progetto che ha trovato linfa vitale nell’incontro tra professionisti: «Si sono uniti Rossana Zaccagnino e Federico Luciani, Art Director di LIFE, che hanno creduto sin da subito nel progetto e si sono immersi completamente nella realizzazione del festival». Insieme, hanno trasformato l’evento in un manifesto politico e culturale: dimostrare che il design non è un lusso per pochi, ma uno strumento necessario per lo sviluppo dei territori.
Il nome stesso del festival nasconde una filosofia di connessione radicale. Non è solo un termine accattivante, ma un richiamo alla biologia del territorio.
«Il nome LIFE ci è venuto quasi spontaneamente», spiega Arleo. «Volevamo qualcosa di semplice e diretto, ma che fosse comunque carico di un significato importante. LIFE è un po’ questo dualismo: è vita intesa come sistema dinamico o come energia che si muove, ma richiama anche il micelio e le ife, che fanno parte del terreno e dello scambio di comunicazioni».
L’obiettivo è ambizioso: «Creare qualcosa di vivo e di connessione che non fosse soltanto un evento ma più che altro un’esperienza e diciamo come un po’ come un seme che lascia delle connessioni delle visioni e delle relazioni vere e proprie».
Rossana Zaccagnino sottolinea come l’anima del progetto risieda nella capacità di accogliere: «Al di là delle definizioni, quello che ci spinge è la voglia di creare un luogo dove le persone si sentano a casa, un ambiente di condivisione pura dove l’incontro umano viene prima di tutto. Ci siamo immersi in questo progetto per costruire un’esperienza che resti nel cuore di chi partecipa, rendendo la creatività un linguaggio comune che abbatte ogni barriera».
Questa connessione umana serve a contrastare un isolamento fisico reale: «Potenza e la Basilicata tutta soffrono di una difficoltà nei collegamenti, una mancanza di infrastrutture storica che ne determina una sorta di isolamento culturale», continua Caggiano.
Proprio per questo, la scelta della location è fondamentale. Massimiliano Caggiano sottolinea l’importanza del Terminal FAL al Gallitello: «Utilizzare il Terminal Gallitello, che è il punto di arrivo dell’infrastruttura più nuova presente sul territorio che assolve al compito di metropolitana di superficie, era una scelta strategica oltre che pregna di significato».
L’obiettivo finale è che il design diventi un elemento quotidiano e un motore economico per la regione. «Abbiamo sostanzialmente impiantato una nuova tipologia di turismo che è il turismo culturale soprattutto a Potenza», osserva Caggiano. «Il fatto di portare sul territorio persone interessate al design ma che vengono da fuori regione è davvero importante sia per poter andare a creare e definire una cultura progettuale sia perché gli operatori turistici e istituzionali possono trovare il modo per convogliare queste energie».
Ogni “vera” decisione lascia una traccia
il ruolo delle decisioni nel design

Non tutte le decisioni sono uguali. Nel design, molte scelte vengono spesso guidate dal gusto personale, dalle tendenze o dalla velocità, perdendo così di significato. Questo intervento riflette sull’importanza delle decisioni consapevoli nel processo progettuale: scelte costruite su ricerca, coerenza e intenzione. Le “vere” decisioni sono quelle ragionate e consapevoli. E sono proprio loro che lasciano una traccia.
Samuela Vaccari è graphic designer e fondatrice di Cromia Design. Si occupa di brand identity, sviluppando identità visive basate su ricerca, coerenza e attenzione alle scelte progettuali. Il suo lavoro è orientato a costruire sistemi chiari e riconoscibili nel tempo.
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