
Storie di Interni
Prima uscita di EtimoloINTERIOR:”QUEL SOSPIRO DI SOLLIEVO QUANDO ENTRI IN CASA”
Hai presente quando da piccol* entravi in casa di tua nonna, d’inverno, faceva freddo, e vedevi il camino acceso? L’odore leggero di bruciato, le davi un bacio e poi tutti attorno a quel camino a riscaldare mani.
Era casa.
O quando la domenica, con gli occhi ancora un po’ chiusi dal sonno, ti svegliavi con il profumo di ragù ed il rumore del fuoco lento.
Era casa.
O ancora quando torni a casa stanc* dopo una giornata di lavoro, e trovi il tuo cane alla porta ad accoglierti, con quella codina che va a destra e poi sinistra, perché non vede l’ora di vederti.
E’ casa.
“Casa” è quel sospiro di sollievo. “Casa” è quell’abbraccio che ti fa sentire al sicuro. “Casa” è come quella sensazione che si prova quando, dopo un pranzo saporito che ti fa sentire appagat*, guardando la tavola, con accennato sorriso, metti le braccia sul tavolo e sospiri.
Ecco, il mio compito è proprio quello di creare questa sensazione quando si entra in casa ed ognuno di noi dovrebbe pretendere di provarla.
Sono estremamente convinta che abitare uno spazio che ci rispecchia, migliora la qualità della nostra vita. In un mondo come quello di oggi, in cui non facciamo altro che correre, correre e correre e spesso ci chiediamo anche il perché senza trovarne valida risposta, la “casa”, intesa come “spazio intimo” o “rifugio”, ci deve abbracciare, deve farci lasciare fuori dalla porta lo stress e farci sentire al sicuro.
E quindi ora chiediti: provi questa sensazione quando entri in casa? Hai un rito che fai tutti i giorni appena entri in casa? Qual è l’oggetto che più ti rappresenta? Dove ti rifugi quando hai bisogno di rigenerarti?
Hai mai sentito dire a qualcuno appena trasferitosi in casa nuova la frase “ma si…piano piano la personalizzo e la faccio mia”. Ecco questa è la prima cosa sbagliata, perché ti assicuro che con il tempo magari aggiungerai un quadro si, o un tappetto, ma sarai tu ad adattarti allo spazio, non sarà lo spazio ad adattarsi a te perché ormai erroneamente progettato e pensato.
Il punto è proprio questo. Deve nascere in noi la consapevolezza che lo spazio che viviamo può farci stare meglio, ha un potere grandissimo che agisce costantemente, in maniera inconscia, sulla nostra quotidianità e quindi, sulla qualità della nostra vita. La “casa” deve essere progettata seguendo il modo di vivere di chi la vive, deve essere cucita su misura studiando la personalità di chi la vive, al fine di suscitare quel sospiro tanto atteso.
Con il tempo, ho capito che esistono 2 tipi di funzionalità: la funzionalità degli spazi e la funzionalità emotiva. Solo facendo interagire le due, mixandole consapevolmente, si può riuscire a progettare spazi giusti, spazi che raccontano una storia, la storia di chi li vive.
Chi è Micol Zarola?

Sono Micol Alessandra Zarola, direttrice dello studio di progettazione di Interior Design e Art Direction FLUSSO ~ Studio. Nata a Lamezia Terme, mi formo allo IAAD di Torino, città in cui inizio il mio percorso professionale in diversi studi di progettazione. Dopo diverse esperienze all’estero lavorative e di vita, tra Inghilterra e Australia, torno in Calabria, dove nel 2021 fondo il mio studio, grazie allo speciale supporto di Nonna Maria. Oggi vivo e lavoro tra Lamezia Terme e Torino, in un equilibrio continuo tra radici e ricerca.






