Hai presente quando da piccol* entravi in casa di tua nonna, d’inverno, faceva freddo, e vedevi il camino acceso? L’odore leggero di bruciato, le davi un bacio e poi tutti attorno a quel camino a riscaldare mani.
Era casa.
O quando la domenica, con gli occhi ancora un po’ chiusi dal sonno, ti svegliavi con il profumo di ragù ed il rumore del fuoco lento.
Era casa.
O ancora quando torni a casa stanc* dopo una giornata di lavoro, e trovi il tuo cane alla porta ad accoglierti, con quella codina che va a destra e poi sinistra, perché non vede l’ora di vederti.
E’ casa.
“Casa” è quel sospiro di sollievo. “Casa” è quell’abbraccio che ti fa sentire al sicuro. “Casa” è come quella sensazione che si prova quando, dopo un pranzo saporito che ti fa sentire appagat*, guardando la tavola, con accennato sorriso, metti le braccia sul tavolo e sospiri.
Ecco, il mio compito è proprio quello di creare questa sensazione quando si entra in casa ed ognuno di noi dovrebbe pretendere di provarla.

Sono estremamente convinta che abitare uno spazio che ci rispecchia, migliora la qualità della nostra vita. In un mondo come quello di oggi, in cui non facciamo altro che correre, correre e correre e spesso ci chiediamo anche il perché senza trovarne valida risposta, la “casa”, intesa come “spazio intimo” o “rifugio”, ci deve abbracciare, deve farci lasciare fuori dalla porta lo stress e farci sentire al sicuro.


E quindi ora chiediti: provi questa sensazione quando entri in casa? Hai un rito che fai tutti i giorni appena entri in casa? Qual è l’oggetto che più ti rappresenta? Dove ti rifugi quando hai bisogno di rigenerarti?

Chi è Micol Zarola?