Possiamo dirlo, siamo entrati nell‘estate! Basta attese, basta transizioni! Si entra nel vivo!
Si entra nel vivo e mai come questa estate ci sentiamo di farlo attraverso un “ping-pong” tra passato e presente, in pieno stile Pazz!
Questo per seguire una certa cifra stilistica, o, più semplicemente, per lasciarci travolgere (ebbene sì, anche noi ci siamo cascati!) dall’“ondata di nostalgia” che sempre più si sta espandendo in questo momento storico, a livello socioculturale e politico ed anche, di conseguenza, nel mondo della produzione artistica contemporanea, della comunicazione e del marketing.
Di certo, in questo caso, noi Pazz seguiamo questo flow, non per uno scopo commerciale, ma lo facciamo semplicemente per “fare una fotografia” di un modo di fare Arte e (più nello specifico) Musica oggi!
E come lo facciamo in questo quarto episodio di Pazz x Etimologia di oggi, 20 giugno 2026?
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Semplice, parlando dei “Samples” (sembra quasi un gioco di parole multilingue) … In particolare, parliamo dei samples come di una sorta di “memoria sonora nella produzione musicale”.
Sì, perché i samples hanno avuto sempre questa funzione nel campo della produzione musicale: riprendere una “traccia” (intesa come “orma”) e ripercorrerla a proprio modo, quello dell’artista che li produce in questo caso, andando a formarne una “nuova”.
Il sample allora ritorna da protagonista sempre più diffuso nel mondo del mercato musicale contemporaneo, in Italia e non solo, proprio in linea con la parola-chiave “nostalgia”, come dicevamo molto forte nel mondo della condivisione oggi. Ma non facciamoci illudere per questo, i samples non sono una “tendenza del momento”, i samples sono sempre stati presenti nella storia della musica “moderna”. Ecco giusto due-tre chicche temporali:
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A partire dagli anni ’40, registrando in studio suoni del mondo reale ed assemblandoli come collage sonori in fase di produzione.
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Nei primi anni degli anni ’60, con il Mellotron, uno strumento a tastiera, che è stato il precursore che ha ispirato il vero e proprio campionamento (sample), perché riproduceva piccoli nastri magnetici pre-registrati di strumenti classici.
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A partire dalla fine degli anni ’60, poi, quando viene introdotto il primo sample digitale.
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Oggi, in questo “pazzo 2026”, i samples sono ritornati sempre più protagonisti (nascosti) in questo periodo di produzione musicale che stiamo attraversando. Sì, perché, come un’onda, la produzione musicale contemporanea ci travolge con le sonorità del momento e al tempo stesso ci riporta “indietro”, quasi a volerci far rivivere un’emozione, un momento!
“Rivivere”, già… È proprio questa la parola-chiave che riguarda l’applicazione dell’utilizzo del sample nella Musica oggi (o forse è sempre stato così da quando viene utilizzato)!
Ad ogni modo, il sample è quella tecnica di campionamento che ci permette di individuare in un “nuovo” pezzo, il “ricordo di un suono”.
Ecco perché in questo episodio di Pazz x Etimologia parliamo di sample come di “memoria sonora nella produzione musicale”!
Questo ricordo di un suono viene alla luce grazie all’utilizzo del sample, riportato al presente, attraverso una nuova interpretazione, grazie all’immenso lavoro di ricerca fatto dai musicisti, nel momento stesso in cui decidono di inserire il sample nella loro produzione. Questo accade sia nel mondo della musica underground, che in quello della musica commerciale!
Si possono fare mille e mille esempi…
A proposito di esempi, siamo sicuri che, se chiedessimo a tutti voi, grandi appassionati di musica, di farci un esempio di un pezzo in cui è presente un vecchio campionamento, sareste in grado di rispondere facilmente, proprio perché il mercato musicale ne è pieno zeppo!
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A proposito dei mille esempi proponibili (giusto una parentesi), c’è chi sostiene, soprattutto tra gli addetti ai lavori e gli appassionati di musica più “severi”, che questa ampia disponibilità e presenza di samples nel mercato musicale, sia frutto di una mancanza di originalità nel processo di creazione, sempre più evidente, sollevando dibattiti anche sul tema della gestione (complicata) dei diritti d’autore.
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Ma… (parentesi chiusa), ri-tornando al focus di questo episodio, per tradurre le parole in canzoni (come facciamo sempre anche in tutti gli altri episodi di Pazz x Etimologia), ecco gli esempi (tra mille possibili), di produzioni musicali che contengono samples, come memorie sonore, che abbiamo selezionato in pieno stile Pazz per voi:
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Li abbiamo selezionati in pieno stile Pazz ed in:
in “scioltezza”,
quasi a voler immaginare che ascoltaste questa selezione all’ombra di un ombrellone, su di una spiaggia non così tanto affollata, con la brezza del movimento del mare che “sa di fresco”, nonostante il suo moto che è un continuo “ripetersi nel tempo” …
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in “leggerezza”,
quasi con lo stesso obiettivo che immaginiamo un sample possa perseguire, quando viene utilizzato all’interno del processo della creazione di una nuova canzone…
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con l’obiettivo di:
regalare una chicca sonora, o anche, perché no, di “sbloccare un ricordo”, attraverso un puro omaggio rivolto ad opere ed artisti, che continuano ad essere stimati anche a distanza di tempo, tanto da trovare dentro una nuova produzione, una “loro dedica”, in cui sia presente, comunque e ancora, una “loro traccia” … Eccole, queste tracce, raccolte nella playlist Spotify Pazz x Etimologia.
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