In questa nuova intervista di #EtimoloPeople, siamo entrati nel mondo di Adriana Tavella e “Le Mille Dalie“.
Come nasce l’idea di trasformare la natura in gioielli da indossare e qual è stato il primo passo per dare vita a questo progetto? Ricordi qual è stato il primo fiore che hai incastonato in un gioiello?
L’idea di trasformare la natura in gioielli nasce nel tempo.
Pensavo a qualcosa che fosse solo mio, che parlasse di me, poter creare e trasformare con le mie mani, avere i miei tempi e le mie ispirazioni. Desideravo qualcosa che potesse custodire l’amore, che racchiudesse la bellezza ma anche il dolore e che si potesse lasciare andare.
Credo di aver iniziato per rabbia e frustrazione in un periodo bello ma anche difficile della mia vita. Il primo passo è stato mettermi, senza nemmeno pensare troppo a dove dovevo andare, per me doveva essere una distrazione un fluire le mie emozioni e dare così un senso a tutto. Il primissimo fiore che mi è stato donato lo ricordo benissimo, era la Carota Selvatica così profumata! Incastonata all’interno di un anello.
Un dono da chi stava capendo che avrei fatto sul serio, ovunque tutto questo mi avrebbe portata. È da lì ho iniziato ad esplorare ad appassionarmi sempre di più e capire come essiccare ogni fiore, ed è stata tutto una tale scoperta che ad oggi trovo e creo sempre cose nuove.


Da cosa nasce il nome “Le Mille Dalie”? C’è un significato simbolico in questo fiore che rispecchia la tua filosofia?
Credo che a volte ci sono così tante coincidenze che ci portano sulla strada che speravamo già da tempo. Per me è stato e credo continuerà ad essere così. Perché il nome Le Mille Dalie nasce da mia figlia Dalia, lei ha fatto si che mettessi un punto fermo e girassi attorno come un compasso, lei mi ha ispirata per ricercare la mia forza e la mia scelta di vita. Io ho chiamato lei Dalia e lei mi ha ridato un interno giardino di mille fiori. Questo è il significato del nome d’arte.

Dato che ogni pezzo è unico e non replicabile, come riesci a conciliare la tua visione creativa con l’imprevedibilità della forma e del colore dei fiori che raccogli?
Amo creare cose nuove, vedere quanto i fiori siano così diversi tra loro ogni
volta. Ed io insieme a loro mi adatto. Realizzo a volte su commissione rispettando i tempi e l’essiccazione dei miei fiori raccolti. Ma le altre sfide non sono finite qui perché la resina è un materiale complesso da lavorare e basta un goccio di colore in eccesso per non rendere mai le basi uguali alle altre. Ma io amo questa imprevedibilità, rende tutto così spontaneo e autentico, dandomi ispirazione. Anche le forme che scelgo mi fanno venire idee di fiori da inserire, così da rendere speciale ogni gioiello.
Quando pianifichi una nuova collezione, ti basi su un disegno predefinito a cui adattare i fiori o è il tipo di fioritura stagionale a decidere interamente la forma finale del gioiello?
Di volta in volta per ogni stagione raccolgo i fiori e li essicco così da averli
sempre, ma a volte non va così in quanto può darsi che abbiano prodotto pochi fiori. Nel mio passaggio creativo io immagino una composizione di fiori e dopo avere selezionato quelli che vedo più adatti, inizio ad inserirli. Questo passaggio lo amo, anche se mi agita allo stesso tempo non sapere ancora cosa io stia creando. Sono tesa , impaziente di vedere il risultato. E quando finisco mi commuovo a volte, perché so cosa abbia voluto rappresentare con la composizione e il significato dei fiori inseriti.


Quali sono le tue principali fonti di ispirazione? Ci sono libri, film o altri artisti che hanno avuto un impatto significativo nella strutturazione del tuo immaginario?
Le mie ispirazioni arrivano davvero da qualunque cosa, che possa essere un filo di ferro avvolto stranamente, una maglia colorata, la musica, i colori, la natura stessa, i disegni di mia figlia, un intreccio di fili, le storie del medioevo , l’eleganza e la grazia di una volta, libri di storie medievale, ma la cosa prevalente è la curiosità che mi rende libera di scoprire o osservare meglio. Negli anni ho cercato sempre di vedere ciò che rispecchiasse il mio vissuto, cio che dava voce alle mie mille emozioni. Tutto questo mi ha dato ispirazione.
Chi è Adriana Tavella?

Sono Adriana Tavella in arte Le Mille Dalie, sono di San Calogero provincia di Vibo Valentia, ho 27 anni e una figlia di quattro. Amo vivere nella natura e amo ogni forma d’arte.






