
MAC fest – Festival della Musica, dell’Arte e della Cultura
2026 – VIII edizione
dal 2 al 9 agosto 2026
Cava de’ Tirreni
Provincia di Salerno
Francesco Oreste (presidente), Pierluigi Di Florio (vicepresidente), Francesco Maria Parente (segretario), Guido Monaco (tesoriere) – direttivo originario 2019 / Francesco Oreste (presidente), Pierluigi Di Florio e Sara Santoriello (vicepresidenti), Guido Monaco (tesoriere), Dario Paradiso, Ida Bisogno, Niccolò La Mura (segretario) – direttivo agg. 06/2026 + comitato organizzativo

Qual è il nucleo progettuale da cui è nato il festival e quali urgenze creative ne hanno guidato lo sviluppo iniziale?
Il Festival nasce dall’esigenza di dare spazio a voci emergenti del panorama culturale, professionalizzando le passioni e, così, invertire la rotta delle migrazioni intellettuali.

Quali sono gli obiettivi prioritari dell’evento e quale impatto specifico si prefigge di generare sul tessuto culturale e creativo locale?
Il tema delle migrazioni intellettuali è al centro della raccolta dei dati che confluisce nei nostri report di impatto socio-economico, per dimostrare alle istituzioni e alle imprese del territorio che investire nella cultura contribuisce al miglioramento della qualità della vita

Quali criteri hanno guidato la scelta della location e come questo spazio contribuisce a definire l’identità e l’atmosfera del festival?
Per le location preferiamo in via prioritaria gli spazi pubblici della città di Cava de’ Tirreni (per alcuni eventi speciali anche della Costiera Amalfitana). In caso di indisponibilità, promuoviamo collaborazioni virtuose con spazi gestiti da associazioni e/o realtà del terzo settore. Il nostro campo base, ovunque andiamo, si chiama CasaMAC ed è il cuore del Festival, il luogo in cui avvengono la maggior parte degli eventi, il momento in cui la città si riappropria di un luogo attraverso la cultura.
Come sono organizzate le attività per permettere a persone con esperienze diverse di incontrarsi e confrontarsi?
La nostra associazione conta circa 20 gruppi di lavoro, al cui interno si incontrano persone che condividono una passione o semplicemente vogliono mettersi in gioco nelle diverse declinazioni culturali (Esibizioni live, Mostre d’arte, Cinema indipendente, Editoria, ecc..) e nei campi della produzione e organizzazione degli eventi (Allestimenti, Logistica, Cerimoniale, Press&Comunicazione, ecc…). In questo modo, l’esperienza del festival diventa condivisa, aperta e anche utile per accrescere o maturare competenze.

Qual è l’elemento di rottura o la sfida più grande che questo progetto lancia al modo tradizionale di fare cultura oggi?
Il sostegno da parte delle istituzioni e le fonti di finanziamento. Abbiamo attraversato anni di grande entusiasmo che si sono dovuti misurare con una chiusura da parte degli enti di prossimità, che ci ha precluso per diverso tempo l’accesso a fondi pubblici e alle strutture più idonee alla realizzazione dell’evento, nonché la possibilità di sostenerci attraverso attività di food&beverage, alla base dell’autofinanziamento per qualsiasi realtà. Spesso il motivo era legato anche a un palese paternalismo motivato dalla nostra giovane età, nonostante fossimo già giovani lavoratori quando abbiamo avviato il progetto. Un Festival indipendente del Sud Italia, che vuole restare gratuito, deve far fronte a complessità che prescindono dalle competenze e si ripiegano su fattori del tutto umani e irrazionali.

Chi è MAC fest?
Il MAC fest nasce nel 2019 con il desiderio di contribuire alla programmazione culturale della città di Cava de’ Tirreni. Negli anni si è trasformato in un laboratorio di creatività e partecipazione, raggiungendo persone da ogni angolo del mondo che condividono l’idea che musica, arte e cultura siano motori di innovazione sociale, di emancipazione e di rilancio per il Sud Italia. Da un nucleo iniziale di ragazzə emigrati al Nord e all’estero, l’associazione conta oggi una direzione artistica di 20 persone, 50+ volontari e ha aperto una sede, SMAC, per continuare a produrre cambiamento a partire da chi attraversa i territori. Fin dalla prima edizione il festival è completamente ad accesso gratuito.





