
PerSe Visioni
Bachi da Setola Aps18-22 agosto
Fondazione Museo Pino Pascali / Casa Bachi / Arena Vignola
Il festival PerSe Visioni – Art Factory, nato dall’iniziativa dell’APS Bachi da Setola, è una delle realtà culturali più longeve della Puglia e celebrerà la sua 19ª edizione ad agosto 2026. L’evento si configura come un laboratorio a cielo aperto a Polignano a Mare che unisce linguaggi diversi ed esponenti di spicco dell’avanguardia italiana e internazionale nel cinema, nella musica e nella danza.
Il progetto si articola in tre anime principali:
- CorpiSmossi: Sezione dedicata alla danza contemporanea con workshop intensivi in residenza tenuti da coreografi internazionali e performance urbane aperte alla cittadinanza.
- Live XP: Il palinsesto serale caratterizzato da proiezioni di cinema indipendente, talk, concerti sperimentali, performance multimediali e dj set elettronici.
- Impegno Civile (Il Campo Bachi): In partnership con Libera, organizza campus formativi sulla legalità e la memoria storica per giovani da tutta Italia a Casa Bachi, un immobile confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla comunità.
Qual è il nucleo progettuale da cui è nato il festival e quali urgenze creative ne hanno guidato lo sviluppo iniziale?
All’inizio degli anni 2000, Polignano a Mare e la sua provincia vivevano una forte urgenza di riscatto culturale. Il turismo di massa non era ancora esploso, e l’offerta culturale estiva era spesso limitata a sagre o a un intrattenimento puramente commerciale. Mancavano spazi di formazione per le arti contemporanee, costringendo i giovani talenti locali a migrare al Nord o all’estero per formarsi e sperimentare.
Da questo scenario di “deserto formativo” è scattato il nucleo progettuale del festival, guidato da tre urgenze fondamentali:
- L’urgenza della formazione (“Art Factory”)
Il festival non è nato come una semplice rassegna di spettacoli per riempire le sere d’estate, ma come una vera e propria fabbrica d’arte. L’urgenza iniziale era colmare il vuoto formativo del territorio. Portare a Polignano maestri internazionali della danza contemporanea o registi d’avanguardia significava dare la possibilità ai giovani pugliesi di accedere a workshop e laboratori intensivi di altissimo livello a chilometro zero, favorendo l’acquisizione di competenze professionali che prima erano inimmaginabili in quella zona. - La metamorfosi sociale dello spazio urbano
I fondatori (l’Associazione Bachi da Setola, il cui nome è un omaggio dichiaratissimo all’opera del conterraneo Pino Pascali) sentivano il bisogno di strappare lo spazio pubblico alla pigrizia della routine. Piazze, palazzi storici e scorci urbani non dovevano essere solo cartoline per turisti, ma luoghi di frizione e stimolo intellettuale. La performance urbana diventava lo strumento per spingere la comunità locale a guardare il proprio paese con occhi diversi, stimolando la partecipazione attiva. - La contaminazione dei linguaggi (“PerSe Visioni”)
In un’epoca in cui le discipline artistiche erano ancora molto catalogate in compartimenti stagni (chi faceva teatro faceva teatro, chi faceva musica faceva musica), il festival è nato con l’urgenza di ibridare i codici. Il nucleo originario voleva dimostrare che il cinema indipendente, la videoarte, la danza del corpo e l’elettronica potevano alimentarsi a vicenda. Da qui il nome PerSe Visioni: la ricerca di sguardi autonomi, singolari, capaci di interpretare i cambiamenti sociali in atto.
In sintesi: Quasi vent’anni fa, PerSe Visioni è stato un atto di semina in una terra che aveva fame di contemporaneità. È nato dall’urgenza di dimostrare che un piccolo centro del Sud poteva non essere solo un luogo di transito estivo, ma una fucina di produzione culturale permanente, capace di trattenere i propri giovani e attrarre l’avanguardia europea.

Quali sono gli obiettivi prioritari dell’evento e quale impatto specifico si prefigge di generare sul tessuto culturale e creativo locale?
Nato nei primi anni 2000 per rispondere al “deserto formativo” e culturale di una Puglia non ancora turistica, PerSe Visioni si è imposto come un atto di semina e di riscatto territoriale guidato da tre urgenze originarie:
Fabbrica d’arte (Formazione): Offrire ai giovani talenti locali laboratori e workshop “a chilometro zero” con maestri internazionali, evitando la migrazione forzata e creando competenze professionali in loco.
Metamorfosi dello spazio urbano: Sottrarre piazze e palazzi storici alla routine e alla logica della cartolina turistica, trasformandoli in luoghi di stimolo intellettuale, performance e partecipazione attiva per la comunità.
Contaminazione dei linguaggi: Superare le barriere tra discipline artistiche (ibridando cinema, videoarte, danza contemporanea ed elettronica) per generare sguardi critici e autonomi sui mutamenti sociali.
In breve, il festival è nato per dimostrare che la provincia del Sud poteva trasformarsi da luogo di transito estivo in una fucina di produzione culturale permanente, capace di trattenere i giovani e dialogare con l’avanguardia europea.


Quali criteri hanno guidato la scelta della location e come questo spazio contribuisce a definire l’identità e l’atmosfera del festival?
La scelta degli spazi di PerSe Visioni risponde a una precisa logica di indipendenza e resistenza culturale che si oppone all’omologazione dei grandi festival commerciali e del turismo di massa, basandosi su tre criteri:
Scouting e anticipazione: Il festival punta sulla ricerca incessante di talenti emergenti e d’avanguardia prima che raggiungano la notorietà internazionale, preferendo l’intuizione artistica ai grandi budget.
Omaggio a Pino Pascali: L’uso della Fondazione Pascali come palco principale e il nome stesso dell’APS (Bachi da Setola) sono un tributo all’eredità visionaria dell’artista conterraneo, intesa come metamorfosi e scoperta continua.
Contrasto alla gentrificazione: Abitando spazi fuori dai circuiti puramente commerciali, il festival decongestiona il territorio di Polignano. Trasforma così i luoghi in spazi di ascolto intimo, dove pubblico e artisti non consumano un prodotto, ma co-creano un’esperienza collettiva.
In sintesi, la geografia del festival è un manifesto politico: un’isola di ricerca che difende il diritto del territorio a produrre cultura complessa, accessibile e radicata.

Come sono organizzate le attività per permettere a persone con esperienze diverse di incontrarsi e confrontarsi?
Ecco la sintesi ultra-concentrata sul modello organizzativo e l’inclusività del festival:
PerSe Visioni promuove un’inclusività radicale garantendo l’accesso gratuito a quasi tutti gli eventi (concerti, film, talk), lasciando a pagamento solo i workshop intensivi.
Questo modello abbatte le barriere economiche e favorisce quattro dinamiche di incontro:
Residenze di danza (CorpiSmossi): Creano uno scambio orizzontale e una convivenza diretta tra artisti internazionali e partecipanti locali.
Incastri multidisciplinari (Live XP): Mescolano pubblici diversi (appassionati di elettronica, cinema o temi civili) negli stessi spazi serali.
Talk informali: Rifiutano la classica divisione tra cattedra e pubblico, stimolando il dialogo spontaneo tra artisti e spettatori alla Fondazione Pascali o a Palazzo San Giuseppe.
Antimafia sociale (Il Campo Bachi): Unisce giovani da tutta Italia a Casa Bachi (bene confiscato alla mafia) per fare dell’arte uno strumento di coscienza civica.
In breve, la gratuità e la cross-medialità del festival permettono a cittadini, turisti, attivisti e artisti d’avanguardia di mescolarsi, trasformando la diversità sociale in energia creativa.
Qual è l’elemento di rottura o la sfida più grande che questo progetto lancia al modo tradizionale di fare cultura oggi?
Contro la mercificazione e la gentrificazione che riducono la cultura a uno “sfondo instagrammabile” per il turismo di massa, PerSe Visioni oppone una vera e propria resistenza culturale basata su tre punti di rottura:
Partecipazione attiva: Rifiuta l’intrattenimento preconfezionato trasformando il pubblico (turisti e residenti) da consumatori passivi a co-creatori attraverso workshop e interazioni urbane.
Educazione al bello come atto politico: Non insegue i grandi numeri o gli algoritmi, ma porta gratuitamente in piazza la complessità (danza di ricerca, cinema indipendente, musica sperimentale), rivendicando la sensibilità artistica come diritto democratico e strumento di emancipazione.
Abitare il conflitto: Rompe l’estetica da cartolina del marketing turistico inserendo la formazione sull’antimafia sociale (Casa Bachi, bene confiscato) nel cuore della stagione estiva, ricordando il dovere civile e trasformativo della cultura.
In sintesi, il festival dimostra che il territorio non si colonizza, si coltiva: un’alternativa concreta al turismo di massa che risponde con la gratuità, la pedagogia del bello e l’impegno sociale.

Chi è Bachi da Setola?
Bachi da Setola è un’associazione di promozione sociale nata a Polignano a Mare. Ispirata nel nome a una celebre opera del 1968 di Pino Pascali, l’associazione è attiva da quasi 20 anni nella promozione della cultura contemporanea e della partecipazione attiva dei giovani attraverso l’acquisizione di competenze professionali e artistiche. Attiva sul territorio pugliese e in costante dialogo con realtà nazionali e internazionali, indaga l’arte come linguaggio capace di raccontare le mutazioni sociali. Tra i suoi progetti principali spiccano PerSe Visioni, CorpiSmossi, RadioBachi, Homo Ludens, Conversazioni Filosofiche. Inoltre, come vincitrice del bando Luoghi Comuni, gestisce lo spazio “Casa Bachi”, accreditato dal 2024 come Nodo Galattica dalla Sezione Politiche Giovanili della Regione Puglia e ARTI, per orientare i giovani verso opportunità culturali, sociali e di partecipazione civica.





