NOTTURNI di Marco Celentani a cura di Giulia Pontoriero - Elisa Cella | EtimoloWALK

C’è uno spazio di sospensione in cui il suono smette di appartenere alla vibrazione  dell’aria e la materia pittorica rinuncia alla certezza della forma. È quella soglia in  penombra dove la visione non chiede di essere decifrata, ma attraversata. 

Nel seminterrato delle storiche case popolari di T. Bruner e Mario De Renzi in piazza Perin  del Vaga 4, dove nel 1974 Tomaso Binga (nome d’arte di Bianca Pucciarelli in Menna) e  Filiberto Menna diedero vita al Lavatoio Contumaciale come rifugio di ricerca radicale e  luogo d’incontro svincolato dalle logiche di mercato, prende forma NOTTURNI, mostra  personale di Marco Celentani curata da Giulia Pontoriero. Realizzato con il supporto  della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dell’Associazione Culturale FigurAzioni,  il progetto espositivo offre allo spettatore una visione intima che intende la pittura come  autentico “oggetto del pensiero”. 

Le sette opere in mostra, articolate in formati differenti, rifiutano la leziosità e il decoro  superficiale per addentrarsi nella natura alchemica del pigmento. Attraverso disegni, colature e stratificazioni imperfette, Celentani sollecita la retina dell’osservatore,  costringendola a un costante e misurato lavoro di calibrazione tra luce e oscurità, forma e  dissolvenza. 

NOTTURNI di Marco Celentani a cura di Giulia Pontoriero - Elisa Cella | EtimoloWALK

Il percorso espositivo proposto dalla curatrice Giulia Pontoriero non intende offrire  un’illustrazione a tema, bensì tracciare una vera e propria mappatura fenomenologica dell’atto del vedere. Il visitatore è invitato a compiere un viaggio concettuale guidato  unicamente dai tratti, dalle colate e dai segni che stratificano la superficie della tela.  L’immagine si discioglie, liquefacendo i propri margini in una gestualità che asseconda  l’energia come flusso naturale, sottratto a qualsiasi arbitrarietà formale. 

Chopin non descrive la notte; ne incarna lo stato di coscienza, trasformando il tempo  musicale in uno spazio fluido e cromatico. Analogamente, Marco Celentani prende le  mosse da questa genesi per trasporla sul piano pittorico. Tra campiture scure e improvvisi  affioramenti di luce, tra la comparsa accennata di figure flautiste (Verso il principio, il  flautista) e campiture dove il pigmento cola rendendo palpabile la tensione interna del lino,  l’artista sonda cosa accade allo sguardo quando cala la penombra. 

NOTTURNI di Marco Celentani a cura di Giulia Pontoriero - Elisa Cella | EtimoloWALK

In Notturni, la pittura diventa un dispositivo per interrogare la fenomenologia della  percezione: un luogo di tensione dove l’immagine non è mai data una volta per tutte, ma si  autogenera nell’incontro tra chi osserva e l’opera. Ciò che emerge non è l’oggettività della  forma, ma il confine labile tra il chiaramente visibile e ciò che resta inespresso, interiore e  astratto. 

Come scrive la curatrice Giulia Pontoriero nel testo critico a corredo della mostra: 

«Notturni si colloca esattamente in questo solco: non si offre come semplice e gradevole  suggestione atmosferica o nostalgica elegia, bensì come una rigorosa indagine sulla  natura dello spazio, del tempo e della percezione sottratta al clamore assordante del  visibile. La notte, qui, cessa di essere mero dato naturale per farsi categoria politica ed  esistentiale, territorio in cui l’opera si spoglia di ogni retorica ridondante per riconquistare  una radicale nudità strutturale.» 

Nell’architettura avvolgente del Lavatoio Contumaciale, la mostra invita il pubblico ad  “ascoltare con gli occhi”. Segni che si assottigliano, bagliori rossi che si accendono nel  buio e figure che affiorano a fatica per poi riassorbirsi nella materia pittorica compongono  un percorso in cui ogni quadro non descrive un movimento, ma lo compie. 

La mostra sarà visitabile fino al 21 Novembre su appuntamento. 

6 novembre – 21 novembre 2026 

Opening: Venerdì 6 novembre 2026, ore 18:30  

Visitabile tramite prenotazione a questo link 


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