
TERRAE Film
Radici Erranti ETS10-13 settembre 2026
Civitavecchia
Qual è il nucleo progettuale da cui è nato il festival e quali urgenze creative ne hanno guidato lo sviluppo iniziale?
Il TERRAE Film Fest nasce dall’urgenza di restituire centralità al legame tra cinema, paesaggio e comunità, in un contesto urbano segnato da spazi residuali e da una memoria collettiva spesso frammentata. Il nucleo progettuale muove dalla convinzione che il cortometraggio, per la sua brevità e la sua capacità di sintesi, sia uno strumento particolarmente efficace per raccontare le trasformazioni del territorio e per attivare relazioni tra generazioni, discipline e linguaggi diversi. Lo sviluppo iniziale del festival è stato guidato dalla volontà di superare il formato tradizionale della rassegna cinematografica, per costruire una piattaforma capace di intrecciare proiezioni, laboratori e interventi artistici site specific.

Quali sono gli obiettivi prioritari dell’evento e quale impatto specifico si prefigge di generare sul tessuto culturale e creativo locale?
Il festival persegue tre obiettivi principali: rafforzare l’identità culturale di Civitavecchia attraverso un uso condiviso dei luoghi della memoria e del paesaggio, favorire la permanenza dei giovani talenti sul territorio offrendo occasioni concrete di formazione e confronto, e promuovere un modello di partecipazione culturale accessibile a pubblici diversi. Sul piano dell’impatto locale, TERRAE intende contribuire alla rigenerazione simbolica di spazi pubblici e archeologici poco frequentati, restituendo loro una funzione attiva nella vita culturale della città, e costruire nel tempo una rete stabile di collaborazioni tra istituzioni, scuole e associazioni del territorio.


Quali criteri hanno guidato la scelta della location e come questo spazio contribuisce a definire l’identità e l’atmosfera del festival?
La scelta della Darsena Romana come sede unica del festival risponde alla volontà di collocare il cinema in un luogo carico di stratificazioni storiche, dove il rapporto tra architettura portuale e paesaggio urbano diventa parte integrante dell’esperienza dello spettatore. Lo spazio, aperto e affacciato sul mare, permette di costruire una programmazione serale in continuità con il contesto, senza la mediazione di un contenitore tradizionale come una sala cinematografica. Questa scelta contribuisce a definire l’identità del festival come dispositivo di attivazione culturale, capace di trasformare un luogo di transito e di lavoro in uno spazio temporaneo di comunità e di narrazione condivisa.

Come sono organizzate le attività per permettere a persone con esperienze diverse di incontrarsi e confrontarsi?
Il programma alterna proiezioni serali aperte al pubblico, incontri con autori e giurati, laboratori didattici rivolti alle scuole e interventi artistici site specific, così da offrire più livelli di accesso al festival, a seconda del tempo, dell’interesse e dell’età dei partecipanti. La giuria tecnica e la giuria giovani, quest’ultima espressa dal Cinecircolo XXI, lavorano in parallelo su premi distinti, mettendo in relazione lo sguardo di professionisti del settore con quello delle nuove generazioni. I momenti conviviali che accompagnano le serate, negli spazi della Darsena Romana, favoriscono inoltre un confronto informale tra pubblico, autori e comunità locale.
Qual è l’elemento di rottura o la sfida più grande che questo progetto lancia al modo tradizionale di fare cultura oggi?
TERRAE Film Fest mette in discussione l’idea di festival come evento isolato e conchiuso, proponendo invece un modello che lavora sul lungo periodo, attraverso residenze, laboratori e processi di ricerca che precedono e seguono le giornate del festival vero e proprio. La sfida più rilevante riguarda la capacità di trasformare spazi urbani marginali, come i vuoti postbellici e le aree portuali poco frequentate, in luoghi attivi di produzione culturale, sottraendo la cultura a una logica di consumo occasionale per restituirla come pratica condivisa e continuativa. In questo senso il festival si propone come laboratorio permanente più che come vetrina annuale.
Chi è Radici Erranti ETS?
Radici Erranti ETS è un’associazione di promozione sociale nata a Civitavecchia nel novembre 2025, con l’obiettivo di riattivare culturalmente gli spazi marginali della città attraverso pratiche collettive e partecipative. Il lavoro dell’associazione si fonda sulla costruzione di comunità intorno allo scambio di saperi, con un approccio deliberatamente provocatorio nei confronti dell’identità urbana e dei suoi confini, letti dal basso e non imposti dall’alto. Radici Erranti ETS coproduce il TERRAE Film Fest, festival internazionale di cortometraggi dedicato al cinema, al paesaggio e alla comunità, e sviluppa progetti di ricerca territoriale, mappatura partecipata e attivazione degli spazi urbani residuali, in dialogo con istituzioni locali, artisti e ricercatori.





