Marche

Maria Vittoria Dotti

25 Versi

25 Versi
Stasera il mio corpo è una poltrona
cavata a terra,
si fa canestro d’affanni caduti dal cielo:
delizie d’una mescita amara.
All’emivita di colori e nitidezza,
la pagina bianca è ancora lì,
impressione al muro senza musa.
Nella stanza vuota,
la danza della polvere nei raggi del sole
si ricorda di te,
benedice felicità particolari
e mi solletica le tempie:
pareti molli del ricordo.
E io, nel contrappunto polifonico del silenzio
io, satellite in pigiama
vorrei poter bussare
alla pazza della porta accanto:
ho bisogno del suo zucchero.
Ma manca il suo cantar muto
volto di luce radente,
bella come Olympia sul divano.
Lei è uscita insieme alla musica di Bach
in abito da sera,
per la Prima delle Prime
su una Scala a pioli dispari.
E io resto qui
ché forse la voce che ho di dentro
mi tiene compagnia…
Abito una stanza di poesia
nel centro di Roma costruita in un giorno.
Maria Vittoria Dotti


Didascalia richiestaPremiata a Venezia, in Piazza San Marco, nell’ambito del concorso Bevilacqua La Masa “Non voglio veder morire la tua bellezza”, questa poesia attraversa la solitudine, la memoria e il desiderio di presenza con immagini visionarie e quotidiane insieme. Un viaggio nell’intimità dell’assenza, dove il silenzio diventa voce e la poesia si fa dimora. Un riconoscimento che celebra la forza della parola quando riesce a trasformare la nostalgia in luce.

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