Lazio
Elisabetta Eleuteri Serpieri
LAND BODIES
Il corpo femminile ha un’affinità ancestrale, arcaica e cognitiva con l’idea di territorio. […] Annettere il corpo delle donne come parte del paese conquistato è un tratto costitutivo del linguaggio delle guerre, tribali o moderne. La sessualità riversata su di esso esprime l’atto di addomesticare, di appropriarsi, nell’inseminare il territorio-corpo della donna.”
Rita Laura Segato, La guerra contro le donne
LAND BODIES
VI 2026
Olio di tela 80 x 80 cm
Land Bodies è una serie pittorica che indaga il rapporto tra corpo femminile e paesaggio, mettendo in luce le analogie tra le forme di appropriazione, controllo e sfruttamento che hanno interessato entrambi nel corso della storia. Attraverso una riflessione critica sullo sguardo patriarcale che ha costruito e rappresentato il femminile, Lisa Eleutieri accosta il corpo della donna alla terra, entrambi concepiti come territori da conquistare, dominare e possedere.
Le opere propongono uno spostamento di prospettiva: il corpo non è più oggetto di rappresentazione ma luogo di appartenenza, relazione e trasformazione. Le figure si fondono con elementi vegetali, minerali e organici, dissolvendo i confini tra umano e naturale e suggerendo una condizione di reciproca interdipendenza.
Attraverso la pittura, l’artista immagina una soggettività ecologica e relazionale, capace di riconoscersi parte di un continuum vitale in costante divenire. Land Bodies diventa così un invito a ripensare il corpo come organismo sensibile e cosciente, soglia di percezione del mondo e spazio di connessione profonda con la terra.

Lisa Eleuteri Serpieri vive e lavora a Roma. Dopo gli studi presso il Liceo Artistico e l’Accademia Costume & Moda di Roma, intraprende nel 1994 la propria carriera professionale come costumista. L’incontro con la pittura, avvenuto alcuni anni più tardi, segna l’inizio di una ricerca personale che da allora si sviluppa attraverso una pratica intima e profondamente emotiva.
La sua ricerca si articola attorno al corpo femminile inteso come luogo di memoria, esperienza e percezione. La pittura diventa uno spazio di attraversamento in cui identità, vulnerabilità e dimensione archetipica si intrecciano in una riflessione sul femminile contemporaneo.
Al centro della sua pratica vi è il corpo: non come semplice soggetto figurativo, ma come soglia sensibile tra interiorità e mondo, presenza fisica e dimensione simbolica. Le sue figure emergono spesso frammentate, sospese, colte in una nudità essenziale che sfugge a ogni rappresentazione idealizzata. Il corpo si manifesta come archivio vivente, attraversato da memorie individuali e collettive, segnato da tensioni profonde legate all’identità, alla relazione e alla costruzione culturale dello sguardo sul femminile.
La sua pratica nasce da un processo lento e stratificato, nel quale la pittura a olio assume una funzione quasi organica. La materia pittorica sedimenta il tempo, trattiene tracce emotive e costruisce immagini che sembrano affiorare da una dimensione interiore più che descrivere una realtà esterna. In questo senso, il dipingere si configura come gesto di emersione e ascolto, capace di rendere visibile ciò che normalmente rimane invisibile o silente.
Negli ultimi anni la sua ricerca si è concentrata sulla condizione esistenziale femminile e sulle tensioni che attraversano l’identità contemporanea, indagando la frattura tra il desiderio di autodeterminazione promosso dai modelli culturali attuali e una dimensione più profonda, intuitiva e relazionale, connessa al corpo, alla natura e al mistero. Le sue figure abitano uno spazio liminale, in equilibrio tra presenza e dissolvenza, forza e vulnerabilità, intimità e distanza.
Attraverso la pittura, Lisa Eleuteri Serpieri costruisce immagini che non cercano di affermare un’identità definitiva, ma aprono uno spazio di riconoscimento e riflessione sul corpo come esperienza condivisa, luogo di memoria e possibilità di trasformazione.
Dal 2005 ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, oltre a una residenza artistica. Nel 2017 la sua opera Down by the Water XV è entrata a far parte della collezione permanente del MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove. È stata inoltre finalista di importanti premi d’arte contemporanea, tra cui il Premio Mestre di Pittura, il Premio Marchionni e l’Exibart Prize.


