Sardegna
Francesco Cherveddu & Federico Satta
tele
installazione multimediale
2026
Il lavoro che stiamo presentando, come prototipo in fase di studio, è un dispositivo di memoria sintetica e ampliabile, un codice nutrito di memorie individuali che diventa consultabile tramite il mezzo di fruizione televisivo. L’esito è frutto della necessità di restituire in maniera tangibile il senso di disforia e dissonanza che si crea nel momento di “rifugio” nei ricordi. Rifugiarci nel passato ci da l’illusione di essere ancora in possesso di quella versione di noi, per poi lasciarci con l’amara realizzazione che ciò che attuiamo non è altro che il maldestro tentativo, di riprovare una leggerezza che forse non ci appartiene più. Così l’opera vuole essere strumento di racconto di quel senso di mancanza: parte da una matrice famigliare, come la festa di un bambino e le note di una canzone di auguri e diventa altro, mediante processi di frammentazione e ricostruzione, perde la sua identità matrice ne diviene una versione alterata, anomala e subliminale.



