Scorpione
Promenade à deux, 21×29 cm, 2026, acquerello digitale

Nelle tradizioni successive, lo scorpione cambiò il suo significato simbolico, soprattutto in quella cristiana, in cui divenne espressione del peccato e dell’empietà che inganna i sensi quando si mimetizza tra gli uomini. «Quale Padre, se il figlio gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?» (Luca 11,11-12) : nei territori della Palestina una specie di scorpione dal guscio dorato, per mimetizzarsi dai predatori, si arricciava su se stesso, ricordando la forma di un sassolino levigato simile ad un uovo, un falso simbolo di fertilità che celava il Male intrinseco.
Un Male che nelle lunghe riflessioni esistenziali dell’Idiota di Dostoevskij assomiglia ad uno scorpione o ad una creatura ibrida mostruosa, che agita i sogni del giovane Ippolit e incarna le sue angosce nichiliste. Un’aracnide dall’aspetto spaventoso, una creatura contro cui lotta «… la Bellezza che salverà il mondo» secondo il principe Myškin.
La bellezza e lo scorpione, o la bellezza nello scorpione. Nell’immaginario occidentale che attribuisce qualità umane agli animali, se il serpente rappresenta la seduzione calcolata, lo scorpione, da un’osservazione biologica priva di umanizzazione, è invece prudenza e forza autoconservativa.