
Alessandro Botti
Radici Spazio Informali 2
Qui le radici non sono ancoraggio statico, ma energia che pulsa, linfa primordiale che si espande in territori inediti. La terra si dissolve e si trasforma in un’architettura di sensazioni, dove il gesto diventa traccia di un pensiero che non cerca forma ma fluidità.
Lo spazio informale è l’urlo silenzioso del non-detto, la vertigine del possibile che emerge dall’inconscio. Non ci sono confini, solo un’eterna danza di materia e luce che risuona nelle profondità.
Questo è il luogo dove il passato si disperde per rifondarsi in ogni singola linea, ogni macchia di colore, in un divenire perpetuo. Un invito a sentire, non a capire, le origini che si manifestano in forme sempre nuove e inaspettate.
Nato a Milano nel 1970. Nei primi anni Novanta ha frequentato la Scuola di Grafica Pubblicitaria presso l’istituto professionale Dardi di Milano e successivamente ha conseguito il Diploma in Illustrazione e Fumetto presso l’Istituto d’Arte Applicata all’Industria del Castello Sforzesco di Milano. Le sue opere sono influenzate dal cinema fantasy (Star Wars, Alien, Blade Runner) e dalla passione per l’arte informale (alcuni pittori che ammira con passione sono Scanavino, Burri, Pinot Gallizio). Le sue opere sono un mix tra il figurativo surreale con riferimenti alle sue passioni per la fantascienza e la pittura informale. Da questa unione nascono i dipinti realizzati con diverse tecniche miste
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