Patrizia Baglione
BUCANEVE
Ricordo stanchezze senza nome,
rifugi, dove mai sarei entrata.
Fiera delle mie gambe snelle,
un pezzo di pane mi rendeva felice.
Non avevo fame. Mi bastava il poco,
il molto, la terra sottostante.
La fame, quando ti viene, la maledici.
Non c’è cibo che oggi possa nutrirmi.
Prenditi tutto ciò che è mio:
abiti scuri, questi enormi occhiali,
la voglia spettinata di guardare
dentro un altro giorno.
Abbraccia
le mie paure — verdi capelli,
la tristezza che spesso viene,
poi, mi trova. Sarò ad aspettarti
oltre la mareggiata.
Mi riconosci:
sono quella vestita
solo di nero.
Vorrei scrivere per te
pagine da sfogliare
quando la memoria
verrà a cercarti
e tu, sulla soglia,
ad aspettarmi.
Patrizia Baglione (Arpino, 1994), già laureata in Scienze dell’ educazione, studia per conseguire la laurea Magistrale in Linguistica Moderna. I suoi testi sono apparsi in diverse riviste letterarie: «L’Astero Rosso», «Poetarum Silva», «Inverso», «Transiti Poetici», «Poesia del nostro tempo», «Atelier», «Formafluens Megazine». Ha pubblicato La mia voce (Quid Edizioni, 2019); Malinconia delle nuvole (Kimerik Edizioni, 2020) – silloge presentata su Rai Radio Live – e Nero crescente (RPlibri, 2022); quest’ultimo recensito da Franco Manzoni sulle pagine del «Corriere della Sera» nella rubrica ‘Soglie’. Nel 2020 ha vinto il Premio Kalos alla Cultura.
Dirige il blog «Versolibero». È redattrice di «Laboratori Poesia», «Lucaniart Megazine», «Liberi di scrivere», «Leggere:tutti».
Addetto stampa della casa editrice “VAN” con sede a Trieste e della Di Felice edizioni (Pescara). Su Instagram ha collaborato con diverse realtà editoriali, tra queste: Mondadori, Interno Poesia, Feltrinelli, Gallucci, Terre di mezzo, Einaudi, MIMebù. A gennaio 2025 ha fondato la casa editrice “Nero Latte edizioni”.


