Testo curatoriale di Marta Ballara

Dalla Soglia al Riflesso – Carlo Scarpa

Cosa significa varcare la soglia e giungere al riflesso?

Il momento in cui si entra in un nuovo spazio, si conosce una nuova persona, si fanno esperienze nuove, si provano nuove emozioni, il riflesso è il momento in cui l’esperienza diventa ricordo, storia, acquisendo sfumature diverse dal momento in cui si vivono.

Luce
Fiore Vicino

“… perchè le emozioni, come i lampi di luce che si riflettoni sulla superficie dell’acqua, vengono dopo, e si possono vedere solo all’indietro”
(Virginia Woolf)

Le opere di Carlo Scarpa invitano a riflettere sulla natura esperienziale, sulla relazione tra il presente ed il passato, sulla natura della memoria, e sul modo in cui quest’ultima plasma l’identità.

Varcando la soglia di esperienze nuove si vive inevitabilmente il riflesso di ciò che si è percepito. Maurice Merleau-Ponty sostiene che la percezione non è solamente una questione di sensazioni, di dati bensì un vissuto totalizzante che coinvolge l’intero corpo, inteso non come mero oggetto passivo che riceve stimoli ma un soggetto attivo che interpreta il mondo entrando in relazione con gli altri e con lo spazio circostante con un’intenzionalità che cambia ed è unica in ogni essere vivente senza verità assolute.

La percezione è sempre stata una questione di interpretazione, di significato e le opere dell’artista, spaziando dalle tele fino ad arrivare alla scultura, ne danno prova tangibile con un percorso espositivo che si delinea in due parti. La prima parte della mostra è caratterizzata da tele preparate con gesso acrilico con una resa fortemente materica e ricoperte con tecnica mista (acrilico, vernice, pastelli a cera, grafite, pigmenti) dai colori desaturati. L’impianto figurativo degli elementi naturali permane sfociando tuttavia verso l’astrazione, tramite lo sguardo che corre sulla tela creando (im)possibili declinazioni dei (s)oggetti rappresentati.

La scelta cromatica del nero e del salvia struttura le opere secondo una linea binaria, mentre nella seconda parte della mostra si presenta una produzione pittorica permeata da una maggiore saturazione policroma in una resa più levigata con maggiore lucentezza.

La presenza di modi di Sentire fondamentalmente diversi tra loro per intensità percettiva ed emotiva, ciascun non meno importante dell’altro, sono in relazione sulla base di una reciproca complementarità indissolubile racchiusa in un perpetuo rinnovo della memoria poetica che include e custodisce la nostra ricchezza più grande: ciò che siamo.

Salvia
Busto