Riccelli ha realizzato un’opera site specific calata nel contesto archeologico ma anche paesaggistico, strutturata con materiali organici (raccolti nel territorio che circonda il sito) e che evidenzia il ruolo fondante della conoscenza (archeologica e storica) per elevarsi. Ma non solo; destrutturando il concetto stesso di monumento, l’artista ha creato un’opera effimera, temporanea, che certo richiama alle graminacee presenti sul sito e piegate dal vento e che racconta dell’adattamento ‘resiliente’ degli antichi abitanti di Satrianum (colpiti nei secoli da importanti terremoti e incendi che hanno interessato l’area e che sono, da anni, oggetto della ricerca archeologica); ma, nel suo essere volutamente oggetto di un costante mutamento, ci racconta anche di quel concetto di ‘attraversamento del tempo’ centrale nella pratica tanto dell’archeologo quanto dell’artista: perché entrambe le categorie, con modalità differenti, eppure analoghe, interrogano da sempre lo spazio e la storia. ( Testo Critico di Fiorella Fiore )

Graziano Riccelli (Avellino, 1998) vive e lavora tra Avellino e Napoli. Consegue la laurea
triennale e magistrale in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 2023 vince il Premio “Generazione” dedicato a Mimmo Rossetta, a cura della manifestazione
Art Days – Napoli, e nel 2024 riceve il Premio Pio Monte della Misericordia di Napoli nell’ambito
della rassegna Sette opere per la Misericordia, che lo porterà ad esporre in esposizione permanente
nelle sale contemporanee del Pio Monte. Tra le principali mostre, premi e progetti si segnalano: – 2023 – PARATISSIMA, Torino
– 2024 – Appartengo – International Public Art Festival, Stigliano (Matera) – 2024 – Trame Effimere, mostra personale alla Reggia di Portici, a cura di Simone Sensi – 2024 – Realizzazione di sculture (bassorilievi, mezzi busti e reperti antichi) per il film Parthenope
di Paolo Sorrentino
– 2025 – Premio Caffetto, Scultura come architettura, Villa Caffetto, Calcinato (Brescia) – 2025 – DUNE, Polo Culturale Le Clarisse, Grosseto
2025 – Seminaria, Festival Biennale d’arte contemporanea, Maranola
Il suo lavoro esplora l’interazione tra natura ed intervento umano, attraverso installazioni site- specific che evocano un dialogo tra cultura locale ed ambienti naturali. La sua pratica mira a restituire valore e dignità alle specie vegetali spesso trascurate, trasformandole in protagoniste delle sue installazioni. Parallelamente, porta avanti un’intensa indagine sui valori e le tradizioni delle comunità locali.