Un intreccio di visioni al femminile che coincide con il periodo in cui viene celebrato il giorno internazionale della donna.

L’attività tessile sin dall’antichità è vissuta in relazione alla vita, alla morte e al cosmo ed è incentrata sulla figura femminile.

Le testimonianze del vissuto e la tradizione della dote, appartenuta alla nonna materna, prendono corpo nell’artista, con il progetto “Vesto di memoria” di Roberta. Il tramandare diventa atto performativo e la fotografia assume una nuova dimensione narrativa ricamata, com’è, sul corredo caricandolo di un nuovo significato.

La trama della mostra si infittisce con la serie “il nodo magico” di Silvia che esplora la sottile relazione tra il nodo della funzione magica e quello del ricamo del corredo. La serie pittorica apre ad una nuova riflessione sui ruoli femminili, apparentemente antipodici, di strega e sposa.

Nelle tele più piccole i volti sono accennati, con l’intento di universalizzare la figura femminile ed attenzionare l’atto dell’annodamento, fisico, magico o metaforico.

Nella scena finale, la tela più grande, il nodo viene sciolto e l’unico volto riconoscibile è quello di una sposa. Dal punto di vista dell’artista, questa figura viene ripresa come soggetto attivo, mentre prontamente viva e controversa, agisce, declinando i nodi e le maglie sociali imposte, pronta a riscrivere una diversa storia…