Venerdì 13 marzo alle ore 18.30 presso la Batibōi Gallery di Cles inaugura “La Donna Balena” dell’autrice e illustratrice Alessia Carli. Una mostra che racconta una storia magica, fatta di parole, immagini e affascinanti atmosfere artiche.

Cles, XXX marzo 2026 – Dal 13 marzo al 7 giugno 2026 è possibile visitare la mostra “La Donna Balena. Parole e illustrazioni di Alessia Carli”, a cura di Marcello Nebl, ospitata presso la Batibōi Gallery (Piazza Municipio 5, Cles), spazio espositivo e laboratoriale, nato dalla collaborazione con il Comune e la Biblioteca di Cles, e gestito dalla cooperativa sociale La Coccinella.

“La Donna Balena” dal progetto editoriale omonimo di Alessia Carli, in uscita per Balena Gobba Edizioni, nasce dall’incontro dell’autrice con il popolo Sámi e con le terre artiche del Nord. Carli, che si definisce una “fabbricante di immagini” e collabora con associazioni culturali, musei e cooperativa sociali, nella sua arte esplora il femminino e la dimensione della selvatichezza attraverso l’uso di tecniche di stampa manuale. La sua poetica, sempre in bilico tra il sacro e il profano, prende forma anche in queste illustrazioni, realizzate con la tecnica della monotipia. Le immagini in mostra raccontano infatti una storia magica, un rito di passaggio che si muove sullo sfondo di una terra surreale fatta di grandi silenzi, dove il tempo rallenta e i confini tra umano, animale e paesaggio sembrano dissolversi. Sámi, protagonista del racconto incontrerà le balene: un atto iniziatico, un rito di passaggio che avviene attraverso l’ascolto profondo della natura e di sé stessi. Le balene attraversano l’immaginario di tutta la mostra delicatamente, come presenze reali e simboliche, custodi di una memoria profonda. “La Donna Balena”, presentata come una figura ancestrale, è sospesa tra due mondi, e diventa così un simbolo di attraversamento e di metamorfosi.


«La Donna Balena si propone come un percorso espositivo che, a partire dallo sguardo personale di Alessia Carli e dal suo viaggio nelle terre artiche, prende forma nell’incontro con la cultura del popolo Sámi – spiega Barbara Zoccatelli, responsabile pedagogica dello spazio espositivo -. Attraverso immagini e narrazione, la mostra traduce questa esperienza in un progetto educativo che invita a riscoprire una relazione equilibrata con l’ecosistema, promuovendo consapevolezza, ascolto e dialogo interculturale tra umano, animale e paesaggio. L’obiettivo educativo di questa iniziativa è favorire una riflessione interculturale che vada oltre la dimensione estetica dell’esposizione: ogni tavola, ogni testimonianza, diventa strumento di apprendimento e occasione per un dialogo pedagogico sul valore della diversità, sulla cura dei territori e sul rispetto dei ritmi naturali. Attraverso un approccio culturale e educativo, l’esposizione si rivolge a pubblici di ogni età, promuovendo esperienze formative che intrecciano arte, etnografia e coscienza ecologica, dove il sapere tradizionale incontra la contemporaneità e suggerisce nuove prospettive di convivenza consapevole. È un invito a riscoprire, nell’essenzialità dei gesti quotidiani sámi, una lezione universale di rispetto e di equilibrio con la Terra».





