Venerdì 15 maggio 2026 alle ore 17 a Modena presso l’Orto Botanico UNIMORE in Viale Caduti in Guerra 127, in occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, si inaugura “LA VOCE DELLA NATURA”, una personale di Gianni Mantovani in collaborazione con il Sistema dei Musei e Orto Botanico MUSEOMORE
La mostra sarà aperta al pubblico dal 15 maggio al 20 giugno 2026
Seguenti orari:
dal mercoledì al venerdì
10:00-13:00 e 14:00-18:00
(ultimo ingresso ore 17.30)
Sabato
10:00-13:00 e 14:00-19:00
(ultimo ingresso ore 18.30)

La mostra di Gianni Mantovani, con note critiche di Mario Bertoni, vede esposti lavori pittorici ispirati all’ambiente a testimonianza della sensibilità verso la Natura radicata nell’artista modenese. Paesaggi, fiori e natura vengono rappresentati attraverso forme primarie ed essenziali che si nutrono di memorie e di una visione sognante.
Il motivo caratterizzante delle opere in mostra è il paesaggio su sfondo rosso, perchè essendo il rosso il colore più caldo fa riferimento al riscaldamento globale del pianeta ed ai preoccupanti e sempre più accelerati cambiamenti climatici.
I titoli scelti da Gianni Mantovani riguardano i sentimenti della vita, i sogni e una visione fiduciosa e speranzosa del creato.(Anche noi nell’universo, foglie accarezzate dal vento, anche il cielo ci aiuta a vivere, ascoltare il respiro delle piante, quando sarà un altro giorno, anche noi nell’universo, le foglie si raccontano poesie, il riposo del vento, la luce che ci farà rinascere)
L’arte Contemporanea si è evoluta verso una nuova consapevolezza, concentrando il suo sguardo sul cambiamento ambientale e sugli effetti sul territorio.


E’ mutata l’osservazione ora si rivolge alla natura che muta. La ”Natura”non è più solo il soggetto della bellezza, o il modello da imitare, ma lo spettacolo che sta finendo.
Già nel 1988 l’autore McKibben con il suo libro “ La fine della Natura” dà una visone pessimistica dell’ambiente e in particolare del riscaldamento globale, dell’effetto serra, sono emozioni che prova e vuole avvertirci. Nel 2005 è sempre McKibben che fa un accorato appello all’arte affermando l’importanza nel far capire, attraverso il diretto coinvolgimento degli artisti “Il Climate Change”o il punto di vista emotivo.
L’arte, però, aveva già sentito la voce della Terra che mutava e in diversi modi ha dato e continua a dare il suo contributo per richiamare l’attenzione di tutti. E’ una nuova consapevolezza e il tema dei cambiamenti climatici diventa sempre più frequente nell’arte del nostro tempo. Gli artisti, tradizionalmente conosciuti come ambasciatori di Bellezza, oggi sono ambasciatori del cambiamento e si trovano di fronte una nuova sfida.
Artisti come Gianni Mantovani stanno affrontando il tema del riscaldamento globale attraverso opere emotive e simboliche, utilizzando il colore rosso per rappresentare un cielo e una terra ormai bruciati.
Le sue opere narrano di luoghi ridotti a pochi elementi, trasmettendo una sensazione di solitudine e anticipando un possibile futuro del pianeta.
Il suo rosso non è solo una scelta cromatica o stilistica ogni opera è un pezzo del suo stato emotivo, del suo sentire per ciò che accade intorno a Noi.
La sua arte potrei definirla “sentimentale emotiva” perché tratta il tema dell’ambiente con gli occhi di uno stato d’animo che è il suo e forse anche il nostro.
Occhi diventati rossi per la distruzione di liricità del paesaggio, per la distruzione dei luoghi cari.
Un discorso narrativo comprensibile anche ai bambini che colgono nel suo rosso la rabbia e per la distruzione di qualcosa che ci apparteneva.
La mostra “Rosso Clima” è un esempio di come l’arte Contemporanea si stia dedicando alla sensibilizzazione verso questa importante tematica, offrendone una visione “Rossa”
- Tina de Falco
Chi è Gianni Mantovani?
Gianni Mantovani nasce a Concordia (Modena), dove tuttora risiede. Studia all’Istituto d’Arte di Modena e all’Accademia di Belle Arti di Bologna. A diciassette anni vince il concorso indetto tra gli studenti delle Accademie d’Arte Italiane tenuto presso il Palazzo dei Musei di Modena e partecipa, in rappresentanza dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, alla “Terza Mostra di Incisione” presso il Gabinetto Nazionale delle Stampe alla Farnesina a Roma. Paesaggi, fiori e natura vengono rappresentati attraverso forme primarie ed essenziali nutrendosi di una visione sognante e sente l’urgenza di affrontarele tematiche legate ai cambiamenti climatici. Vengono realizzate mostre in spazi pubblici e privati: Palazzo delle Esposizioni a Roma (Fao World Food Summit), Galleria Mazzocchi di Parma, Istituto di Cultura “Casa Cini” di Ferrara, Istituto di Cultura Italiano di Berlino, Galleria Comunale di Angoulême (Francia), Università di Parenzo (Croazia), Castello dei Pico di Mirandola, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Palazzo d’Accursio a Bologna, Galleria Unimediamodern di Genova, Pinacoteca Comunale del Castello Sforzesco di Vigevano, Vorona Galerie di Berlino e Palazzo Pisani- Revedin a Venezia.





