Il vostro lavoro sembra scaturire da una visione in cui lo spazio non è mai statico: qual è la genesi del nome “Flusso” e in che modo l’idea di movimento trasforma la vostra ricerca?

Dalla dimensione intima della casa alla scenografia di un set, la vostra identità abita ambiti diversi. Come descrivereste questa trasversalità a chi vi incontra per la prima volta?

Il progetto di interni si fonde con l’Art Direction per dare voce all’anima dei brand. Cosa vi ha spinto a scegliere lo styling e la narrazione come strumenti per abitare e raccontare spazi così diversi?

Nel dare forma a scenari sospesi tra funzionalità quotidiana e comunicazione visiva, cercate di documentare la realtà o puntate a una reinterpretazione emotiva degli ambienti?

Quali sono le vostre principali fonti di ispirazione? Ci sono libri, filosofi o altri artisti che hanno influenzato in modo decisivo la strutturazione del vostro immaginario?