
Qual è stato il viaggio che vi ha condotto alla formazione dei “Chien Barbu Mal Rasè”? Quali esperienze personali e professionali vi hanno ispirato a unire le vostre forze per dar vita a questo duo di clown? E quali sfide avete affrontato all’inizio di questa avventura artistica? Inoltre, ci piacerebbe saperne di più sul significato che si cela dietro il vostro nome: cosa rappresenta per voi e come riflette l’identità del vostro duo?
Il duo si è consolidato un po’ alla volta.. facevamo entrambi parte, pur lavorando ciascuno con la propria compagnia, di un collettivo che operava in alcuni spazi occupati di Roma, gestendo una sala prove e proponendo iniziative, cabaret e varietà, animazione culturale nei contesti di lotta.. una volta, servivano dei presentatori per uno di questi varietà, abbiamo deciso di farlo insieme e da lì tutto è iniziato..

Il nome origina dal fatto che, la compagnia di Daniele, girava con un cane, Nina, che era molto pelosa.. una volta al festival di Avignone, un poeta di strada, improvvisò, vedendo passare Nina, la frase “voilà le chien barbu mal rasè”.. quando abbiamo dovuto scegliere un nome per il nostro primo spettacolo lo abbiamo chiamato così.. poi, senza che ce ne accorgessimo, è diventato il nome della compagnia..
Qual è la filosofia che guida il vostro lavoro? Come riuscite a mantenere questa visione senza sacrificare l’originalità e il tocco surreale che caratterizzano le vostre performance, e quali ostacoli avete incontrato lungo il cammino?
Quale visione? Abbiamo una visione? Nessuno ci ha mai detto nulla! È pericoloso? La filosofia che cerchiamo di seguire è quella del clown e dell’arte di strada: fare spettacoli popolari, pensati e messi in scena per le persone, cercando di creare momenti di condivisione e risate.. il clown ha la grande forza di essere l’ultimo degli ultimi: chi guarda uno spettacolo di clown ride di cuore perché empatizza con la sbadataggine e la scemitudine dell’artista, e si sente un po’ meno solo.

Credo che gli ostacoli che abbiamo incontrato siano simili a quelli che hanno incontrato tutte e tutti coloro provano a fare circo contemporaneo in italia: poco riconoscimento dalle istituzioni, regolamentazioni severe e poco permissive sull’arte di strada, governanti che hanno una deprimente considerazione delle iniziative culturali etc etc.. qualcosa è già cambiato in meglio, da quando abbiamo iniziato, e speriamo che continui così.
La vostra versatilità vi ha portato a sperimentare una varietà di format, dai clown di strada ai laboratori. In che modo le diverse esperienze performative arricchiscono la vostra arte e quale impatto ha questa diversificazione sul vostro approccio creativo?
Fare tante cose diverse permette di poter attraversare un numero maggiore di contesti e, quindi, di incontrare numerose tipologie di persone.. famiglie, adulti, associazioni, attivistə, comitati di quartiere, proloco, biblioteche, matrimoni, mercati, funerali, musei, teatri.. Chiaramente più esperienze si fanno più si affina la capacità di rendere le proprie performances adattive e, va da se, ci si arricchisce.

L’improvvisazione è un elemento chiave nel clowning e nelle arti performative, permettendo agli artisti di rispondere in tempo reale a stimoli esterni e al pubblico. Come sviluppate le vostre tecniche di improvvisazione? Utilizzate esercizi specifici durante le prove per stimolare la creatività, e come mantenete un equilibrio tra struttura e spontaneità durante le esibizioni?
Prove? Quali prove? L’improvvisazione è, come giustamente rimarcate, fondamentale nell’arte di strada e nel clown teatrale.. è l’elemento grazie al quale si riesce a rompere la quotidianità di chi passeggia e lo si convince a fermarsi e prendere un tempo per guardare lo spettacolo. Genera, nello spettatore, una promessa: quello che stai per vedere accadrà qui ed ora, e sarà unico, un patto tra artisti e pubblico. Ovviamente l’improvvisazione si studia, si allena e si impara. Abbiamo avuto la fortuna, oltre la formazione, di lavorare con tantə colleghə e di mettere in scena moltissimi cabaret, che sono una palestra eccezionale.
Il senso di meraviglia che trasmettete è un elemento chiave per il pubblico. Quali ispirazioni personali e culturali alimentano la vostra creatività, e come cercate di infondere queste influenze nei vostri spettacoli per coinvolgere emotivamente gli spettatori?
Chiaramente l’ispirazione principale è il circo, declinato, di volta in volta, in maniera differente (i riferimenti sarebbero infiniti, da Fellini alle maggiori compagnie di teatro di strada e circo contemporaneo). Noi ci avvaliamo anche molto della figura del Ciarlatano, colui che promette meraviglie e cerca di mantenere la promessa come può.. Ma in uno spettacolo di clown può entrare di tutto: può nascere un numero da una scena vista in un bar, in un cantiere, durante un viaggio.. per creare i personaggi ci si ispira molto spesso a persone che si conoscono: i propri genitori, un signore ubriaco che gira sempre nel paese, un noto politico fanfarone.. ovviamente poi si mischia il tutto con riferimenti storici e di costume.. et voilà.
Chi sono Chien Barbu Mal Rasè?

Un duo di clown, attivo dal 2008, che fonda la propria ricerca sull’improvvisazione, la tradizione dei ciarlatani, il teatro popolare ed il clown teatrale. Nei vari anni di attività, la compagnia, ha portato in scena spettacoli di strada, spettacoli di teatro, performance estemporanee, spettacoli itineranti, personaggi itineranti, spettacoli di varietà con altre compagnie o collettivi.




