Ad un anno dalla mostra “L’INCONTRO” di Larissa Mollace
A cura di Antonella Aricò e Laura Mileto
📍Palazzo della Cultura di Reggio Calabria

Incontro, l’installazione
L’installazione Incontro è il cuore pulsante e l’anima emotiva della mostra, un’opera inedita che nasce da un concetto profondo e universale: il ritrovamento. È un’esperienza viva, una possibilità di riscoprire e riabbracciare ciò che si credeva perduto, trasformando la memoria in un atto di rinascita e in una presenza autentica.
Questa installazione nasce dal desiderio di reincontrare qualcuno di perduto o assente, servendoci della nostalgia e della memoria come strumenti di evocazione.
Al centro c’è la sedia più famosa al mondo, la monoblocco -familiare a tutti- che si staglia nell’immaginario collettivo e diventa simbolo personale: quella sedia su cui si è seduto qualcuno che abbiamo incontrato e amato.
Alle spalle del fruitore, delle tende azzurre su cui è dipinto un vecchio acquerello, simulano quel formicolio sottile che a volte sentiamo dietro la schiena,che ci illude che ci sia una presenza. Il loro movimento delicato accarezza chi si siede, come a ricreare un abbraccio , una prossimità emotiva. La fotografia Non piangere sul latte versato racconta l’assenza, ma anche il gesto semplice e profondo di dividere un pasto. “A volte il latte lo abbiamo versato, è vero, ma altre volte lo abbiamo bevuto insieme. “
Ed è in questo gesto condiviso che si annida una forma di salvezza.
L’opera Custode – una coccarda simbolica – non conserva un oggetto, ma il gesto: Custodisce il legame, non la materia.
La sedia più semplice si fa allora luogo sacro di tutti gli incontri possibili: con chi abbiamo amato, con noi stessi, con ciò che manca e che, sorprendentemente, possiamo ancora ritrovare. L’arte di Larissa Mollace in Incontro si distingue per un approccio concettuale e materiale che coniuga la dimensione poetica con una rigorosa attenzione alla relazione tra oggetto, spazio e spettatore. Attraverso l’uso di un dispositivo memoriale – la sedia Monobloc – e la dinamica delle tende in movimento, l’opera attiva un dialogo performativo che supera la mera rappresentazione per diventare esperienza immersiva e partecipativa. L’artista impiega strategie di riappropriazione di oggetti di uso quotidiano partendo dal basso, trasformandoli in segni carichi di stratificazioni simboliche e affettive, in cui la materialità diviene elemento biografico.
Incontro è un’esperienza sospesa tra assenza e presenza, pensata per avvicinarci consapevolmente a chi abbiamo perduto o vorremmo rincontrare.
Uno spazio intimo in cui la memoria si attiva come processo affettivo.
Incontro non è una replica, ma una risonanza della nostalgia, una forma di continuità emotiva che ci permette di incontrare ,anche solo per un momento ,ciò che il tempo ha portato via , ma che continueremo a custodire.
Testo Poetico ed Etimologia dell’Incontrarsi di Larissa Mollace
Tutte le cose sono soggette alla scomparsa;
ed è rendendosi introvabili che il loro ritrovamento, o ricomparsa, riesce a parlarci
dell’essenza delle cose stesse… facendoci comprendere la reale importanza
di ciò che avevamo perduto.
Si può incontrare qualcuno che si ha perduto?
Perso di vista o perso per sempre? Forse perso per strada…
Perché alcune persone possono accompagnarci solo per un pezzo di cammino.
È questione di tempistica, timing, e, dopo tutto… il tempo ci hanno insegnato
che non è una linea retta verso avanti: è un cerchio; filosoficamente, è una spirale.
Forse è un 8 che, alle volte, percorriamo all’infinito, torturandoci, piangendo
sul latte versato… altre volte, semplicemente, quel latte insieme lo abbiamo bevuto.
E anche quando i nostri passi si mettono in moto verso avanti, pezzi del nostro vissuto
si ripresentano tramite forme simili, profumi e ricordi, frasi già dette, modi di dire
e fare che sono oramai parte del nostro io e, alle volte, di qualcosa di più grande
di noi: di un valore in comune.
Ecco allora che le cose che abbiamo perduto riescono a parlarci dell’essenza
delle cose stesse, e perfino a ritrovare la strada per tornare da noi.
“Occorre-succedere”: questo connubio, etimologicamente, ci parla di una forza che si muove verso l’altra; il trovarsi di fronte a qualcosa o qualcuno, come fosse una convergenza di un luogo in comune, un posto dove potersi incontrare. E che ciò avvenga tramite un accordo programmato, una promessa o l’imbattersi casuale, in ogni caso è un incontro che ci parla del succedere della vita e di come, ad essa, si possa imporre la nostra volontà di ritrovarsi.

NOTA CURATORIALE di Antonella Aricò e Laura Mileto
La mostra di Larissa Mollace si inscrive nel progetto espositivo del Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” di Reggio Calabria quale testimonianza pregnante della capacità dell’arte contemporanea di interrogare il presente attraverso la mediazione dell’interiorità. Attraverso un percorso espositivo che si configura come un vero e proprio viaggio sensoriale e concettuale, l’artista propone immagini che si manifestano come epifanie della sensibilità: forme emergenti dall’intimo, visioni che rivelano la costante dialettica tra interiorità e mondo, tra ferita e cura. Il percorso espositivo si configura come un attraversamento affettivo e psichico, in cui ogni opera rappresenta una soglia emotiva che sollecita lo spettatore a superare la passività per assumere il ruolo di interprete, partecipante e complice. Con una sensibilità che coniuga delicatezza e radicalità, l’artista ci invita a sostare nel sentimento, a riconoscere l’umano nelle sue pieghe più profonde e luminose, facendo della fragilità un elemento di forza e resistenza. Questa mostra si configura dunque come un atto di ascolto profondo: dell’artista, delle opere e di noi stessi, proponendo una riflessione intima e collettiva sul senso dell’esistenza e della bellezza nell’epoca contemporanea.





