Quale necessità profonda, personale e collettiva, ti ha spinto a sentire l’urgenza di dare vita a una realtà come Ulteriore?

Qual è la genesi del nome Ulteriore e in che misura operare da un osservatorio come Reggio Calabria influenza la vostra prospettiva e le vostre traiettorie curatoriali?

Come riuscite a trasformare la pratica curatoriale in un’azione sociale capace di innescare legami autentici e concreti tra la ricerca degli artisti e la comunità locale?

Attraverso quali processi volete trasformare i linguaggi visivi in un asset strategico capace di generare valore identitario e responsabilità sociale per il tessuto produttivo locale?

Guardando al futuro, quali sono le iniziative su cui vi state concentrando e come intendete consolidare il dialogo già avviato con il territorio e la comunità?

Chi è Teodora Malavenda?