13-14 giugno 2026
Venezia, Moving Lab Venice
Giulia Fegez, Aurora Gerini, Camilla Francini

Qual è il nucleo progettuale da cui è nato il festival e quali urgenze creative ne hanno guidato lo sviluppo iniziale?
Il nucleo progettuale di NUSCA risiede nella costruzione di una narrazione ibrida capace di far convergere il cinema e l’editoria sotto il segno dell’autoproduzione indipendente, intesa non solo come metodo di lavoro ma come vero e proprio manifesto d’identità. Lo sviluppo del festival è stato guidato dall’urgenza creativa di trasformare la ricerca individuale in un dialogo collettivo, colmando il bisogno di uno spazio libero e non istituzionale dove artistə provenienti da diverse realtà europee potessero incontrarsi. Più che un semplice evento espositivo, il festival nasce dunque come un ecosistema di scambio, volto a superare l’isolamento dei singoli medium artistici per creare un punto di contatto tra background differenti e visioni affini.
Quali sono gli obiettivi prioritari dell’evento e quale impatto specifico si prefigge di generare sul tessuto culturale e creativo locale?
Nusca Festival nasce con l’obiettivo prioritario di creare comunità, configurandosi come uno spazio di incontro, scambio e collaborazione tra creativ3 attivi nel panorama culturale contemporaneo italiano. In particolare, il festival si propone di promuovere e mettere in rete pratiche artistiche indipendenti, favorendo il dialogo tra editoria e cinema attraverso un approccio interdisciplinare e partecipativo.
Un altro obiettivo è quello di contribuire al rafforzamento dell’ecosistema creativo locale, colmando un vuoto significativo nel contesto veneziano: attualmente, infatti, non esiste una fiera editoriale indipendente che operi in sinergia con il linguaggio cinematografico. In questo senso, il festival si configura come un dispositivo culturale capace di attivare nuove connessioni tra artistə, editori, filmmaker e realtà del territorio.
L’impatto che il Nusca Festival intende generare si traduce quindi nell’attivazione di collaborazioni durature, nella valorizzazione delle produzioni indipendenti e nel coinvolgimento attivo della comunità locale, contribuendo a rendere il tessuto culturale più dinamico, inclusivo e aperto alla sperimentazione.

Quali criteri hanno guidato la scelta della location e come questo spazio contribuisce a definire l’identità e l’atmosfera del festival?
Il festival si è da sempre voluto configurare come un dispositivo culturale itinerante, con l’obiettivo di attivare e connettere diversi spazi della città. Le prime due edizioni si sono svolte presso Awai, un luogo per noi fondamentale e punto di riferimento per l’ecosistema culturale veneziano. L’edizione attuale si tiene invece presso Moving Lab Venice, uno spazio attivo da anni e già inserito in una rete consolidata di pratiche artistiche e sociali, in linea con i valori di indipendenza, collaborazione e sperimentazione promossi dal festival.
La scelta della location è pertanto dettata dal voler valorizzare realtà culturali indipendenti locali, riconoscendone il ruolo nel tessuto creativo della città. In questo senso, ogni spazio contribuisce a definire l’identità e l’atmosfera del festival, rafforzando il suo carattere relazionale e diffuso.
L’itineranza diventa così un elemento distintivo, capace di attivare nuove sinergie, consolidare legami esistenti e generare un dialogo continuo tra il festival e il contesto urbano in cui si inserisce. Chissà che Nusca non venga nella vostra città!
Come sono organizzate le attività per permettere a persone con esperienze diverse di incontrarsi e confrontarsi?
Il programma è curato in modo orizzontale tra noi tre. Cerchiamo attraverso la curatela di integrare formati differenti; tra questi rimangono invariati la fiera editoriale e lo screening cinematografiche al quale si aggiungono workshop, dj-set – forse talk da questa edizione – e anche momenti informali di ritrovo tra amice.
Questa articolazione permette sia a professionistə del settore (editori, artistə, filmmaker) sia a un pubblico più ampio di trovare spazi di coinvolgimento attivo, superando la distinzione tra chi produce e chi fruisce contenuti culturali. Crediamo che la dimensione raccolta e informale del festival possa facilitare la nascita di relazioni spontanee e orizzontali, incoraggiando l’interazione anche al di fuori dei contesti strutturati. Attraverso le attività proposte in ogni edizione, l’obiettivo è quello di mantenere uno spazio inclusivo e accessibile per tuttə, capace di generare una comunità basata sullo scambio e sul dialogo attivo.

Qual è l’elemento di rottura o la sfida più grande che questo progetto lancia al modo tradizionale di fare cultura oggi?
L’elemento di rottura del festival sta forse nel suo approccio orizzontale e interdisciplinare alla cultura. Il festival vuole proporsi come un’alternativa al modello tradizionale di evento verticale e supportato da grosse istituzioni, mettendo in dialogo editoria indipendente, cinema e pratiche artistiche all’interno di uno stesso spazio di confronto. La sfida principale è proprio la scelta di valorizzare pratiche indipendenti spesso marginali rispetto ai circuiti istituzionali, ridefinendo così quali sono i confini della produzione culturale contemporanea e il fatto che si può ancora produrre materiale di altissima qualità senza doversi piegare alle logiche del mercato.

Chi è NUSCA Festival?
Nusca nasce nella primavera del 2024, quando Giulia, Aurora e Camilla decidono di dare concretezza all’idea di creare uno spazio libero dai limiti istituzionali, dove mostrare i propri lavori e le proprie ricerche. Come unire le passioni per l’editoria e il cinema? La forma del festival si è rivelata fin da subito la soluzione naturale per far dialogare questi due mondi e collaborare con altr3 creativ3 interessati a mostrare i loro progetti e le loro ricerche al di fuori delle solite realtà.
Oggi Nusca si pone come uno spazio aperto e inclusivo, una realtà che, attraverso una open call nazionale e internazionale, mira a dare visibilità a creativ* che operano fuori dai circuiti tradizionali. La nostra volontà è quella di far crescere questo festival nel tempo, rendendolo un appuntamento fisso capace di evolversi in nuove forme e di attivare collaborazioni durature con le realtà che operano nel territorio lagunare e non solo.





