
InCastro Festival
2026 – VIII edizioneFondato da
Giorgia Di Giovanni e Pierfrancesco Mucari
7.07 Parco Horcynus Orca, Capo Peloro Messina
17-18.07 MuMa Museo del Mare – Castello di Milazzo
23-30.07 Castroreale
30.07-03.08 Fiumara D’Arte: Piramide 38° Parallelo, La Finestra sul Mare
Qual è il nucleo progettuale da cui è nato il festival e quali urgenze creative ne hanno guidato lo sviluppo iniziale?
InCastro Festival nasce dall’esperienza di Casa Faranda, casa d’arte e residenza artistica situata nel cuore di Castroreale, borgo affacciato sulle Isole Eolie e vicino ai boschi dei Peloritani.
Il progetto prende forma a partire da un’idea di turismo culturale e relazionale, capace di mettere in dialogo ospitalità, arte contemporanea e territorio. Prima ancora della nascita del festival, Casa Faranda accoglieva giovani artisti e danzatori in residenza, creando occasioni di confronto e ricerca condivisa. Ancora oggi questo percorso anticipa simbolicamente l’inizio del festival, con l’apertura delle residenze artistiche già dai primi giorni di luglio.
L’esigenza iniziale era quella di abitare il borgo attraverso le arti performative contemporanee, generando nuove relazioni tra artisti, comunità e paesaggio, e costruendo un’esperienza culturale capace di valorizzare il territorio senza separarlo dalla vita quotidiana.

Quali sono gli obiettivi prioritari dell’evento e quale impatto specifico si prefigge di generare sul tessuto culturale e creativo locale?
InCastro Festival è un progetto dedicato alla danza e alle arti performative contemporanee che si sviluppa in forma diffusa nella provincia di Messina attraverso spettacoli, laboratori, workshop, pratiche partecipative e interventi site-specific. Giunto alla sua ottava edizione, il festival mette in relazione arte contemporanea, paesaggio e comunità, valorizzando luoghi culturali e paesaggistici della Sicilia tirrenica attraverso un programma di attività artistiche e formative rivolte a pubblici differenti. L’edizione 2026, inserita nel percorso triennale Opere Gentili, sviluppa il tema Resistere come pratica di presenza, ascolto e continuità nei luoghi.
Particolare attenzione sarà dedicata all’accessibilità e al coinvolgimento di persone con disabilità, attraverso la realizzazione di un laboratorio dedicato e la partecipazione della Compagnia Kambein – ANFFAS Palermo, con una produzione di Muxarte. Gli utenti ANFFAS prenderanno parte al festival sia come partecipanti alle attività laboratoriali sia come artisti coinvolti nella programmazione performativa, contribuendo alla costruzione di uno spazio culturale aperto, inclusivo e condiviso.
Il festival coinvolge i territori di Castroreale, Milazzo, Messina – Capo Peloro e la Fiumara d’Arte nei comuni di Motta d’Affermo e Reitano.
Tra le attività previste:
– spettacoli e performance di danza contemporanea;
– laboratori gratuiti e workshop;
– pratiche partecipative;
– interventi site-specific;
– incontri pubblici e momenti di confronto.

Quali criteri hanno guidato la scelta della location e come questo spazio contribuisce a definire l’identità e l’atmosfera del festival?
Castroreale rappresenta il nucleo originario del festival ed è profondamente legato alla sua identità. Il borgo, con i suoi vicoli, le piazze e il rapporto diretto con il paesaggio, ha fin dall’inizio orientato il lavoro artistico del festival verso pratiche site-specific e forme di dialogo tra arti performative e territorio.
Negli ultimi anni il progetto ha scelto di ampliare il proprio raggio d’azione per costruire connessioni con altri luoghi della Sicilia tirrenica, mantenendo però una forte relazione con il contesto locale.
Da tempo il festival collabora con Antonio Presti e con la Fondazione Fiumara d’Arte, attraverso progetti condivisi legati al territorio e alla valorizzazione culturale dei luoghi. Da questa relazione è nata la volontà di portare performance e azioni artistiche all’interno delle opere monumentali della Fiumara d’Arte, creando un dialogo tra corpo, paesaggio e architettura contemporanea.
La scelta delle location nasce quindi dalla volontà di costruire esperienze artistiche immerse nei luoghi, capaci di valorizzarne la memoria, la dimensione simbolica e la relazione con le comunità che li abitano.

Come sono organizzate le attività per permettere a persone con esperienze diverse di incontrarsi e confrontarsi?
Il festival costruisce i propri percorsi attraverso formati aperti e partecipativi, pensati per favorire l’incontro tra pubblici, artisti, abitanti del territorio e persone provenienti da esperienze differenti.
Accanto alla programmazione performativa, InCastro propone laboratori, workshop, pratiche condivise e momenti di confronto pubblico che permettono di vivere il festival non solo come spettatori, ma anche come parte attiva del processo artistico.
Le attività si sviluppano in luoghi accessibili e diffusi sul territorio, creando occasioni di relazione informale tra artisti, comunità locali, giovani partecipanti, viaggiatori e realtà associative. Una particolare attenzione viene dedicata ai progetti di inclusione e accessibilità, attraverso collaborazioni con associazioni e gruppi che operano nell’ambito della disabilità e del sociale.
L’obiettivo è creare uno spazio culturale accogliente e attraversabile da persone con linguaggi, età e vissuti differenti, dove l’esperienza artistica possa diventare occasione di ascolto, partecipazione e scambio.
Qual è l’elemento di rottura o la sfida più grande che questo progetto lancia al modo tradizionale di fare cultura oggi?
Opere Gentili è il tema che guida il triennio di InCastro Festival: un invito a interrogarsi sul ruolo dell’arte come strumento di trasformazione sociale, relazione e ascolto. Un’arte che agisce con delicatezza, capace di stimolare empatia, percezione e pensiero critico. In un tempo segnato da polarizzazioni e urgenze continue, scegliere la gentilezza può diventare un gesto radicale.
Il progetto prende ispirazione dall’esperienza avviata nel 2021 a Castroreale con Le Radici di Artemisia, un’azione collettiva promossa da Vento di Scirocco in cui nove artisti donarono alla comunità nove opere accompagnate dalla messa a dimora di piante. Da quel gesto nasce oggi un nuovo percorso fatto di creazioni inedite e riletture contemporanee, che continua a riflettere sul valore dell’agire con cura e sulla possibilità di costruire relazioni attraverso l’arte.
L’edizione 2026 sviluppa il tema Resistere come pratica poetica e politica di presenza: restare, creare e abitare luoghi e relazioni. In un tempo attraversato da crisi, migrazioni e impoverimento culturale, il festival sceglie di radicarsi nel territorio siciliano valorizzandone energie, pratiche artistiche e percorsi spesso invisibili.
Il programma coinvolgerà prevalentemente artisti siciliani: chi ha scelto di restare, chi è partito portando altrove la propria ricerca e chi torna oggi a confrontarsi con le proprie radici. Accanto a loro, artisti provenienti da altri contesti intrecceranno il proprio lavoro con musicisti e realtà locali.
Questa scelta non rappresenta una chiusura, ma la volontà di costruire continuità, memoria e relazioni durature. In questo senso, il festival prova a mettere in discussione un modello culturale spesso veloce e frammentato, scegliendo invece processi lenti, radicati e condivisi.
La domanda che attraverserà questa edizione sarà: “Cosa significa resistere?”. Una domanda aperta, che invita a riflettere sulle forme molteplici della resistenza nei corpi, nei luoghi, nei linguaggi e nelle relazioni. Perché resistere, oggi, significa anche continuare a creare.
Chi è InCastro?
InCastro Festival nasce nel 2019 come progetto di rete per promuovere Castroreale attraverso le arti performative contemporanee, trasformando vicoli, piazze e scorci del borgo in spazi di incontro, ricerca e creazione artistica.
Fin dalla sua nascita il festival sviluppa un dialogo tra danza, musica, paesaggio e architettura, costruendo un percorso che intreccia spettacoli, pratiche laboratoriali, azioni partecipative e progetti site-specific. L’obiettivo è quello di attivare una relazione viva tra arte e territorio, facendo del borgo una fucina di esperienze condivise in cui la creazione contemporanea possa confrontarsi con la memoria dei luoghi e con le comunità che li abitano.
La direzione artistica di Giorgia Di Giovanni e Pierfrancesco Mucari ha costruito negli anni un percorso fondato sull’incontro tra differenti linguaggi artistici e sulla valorizzazione del genius loci, favorendo processi di ricerca capaci di dialogare con il patrimonio storico, paesaggistico e umano del territorio.
Nel 2021 prende forma l’azione cittadina Le Radici di Artemisia, un progetto dedicato alla raccolta di parole, memorie e relazioni con il territorio storico e rurale di Castroreale. All’interno di questo percorso nasce Opere Gentili, in dialogo con Offerta della Parola di Antonio Presti e della Fondazione Fiumara d’Arte. Grazie alla compartecipazione del Comune di Castroreale, il progetto porta all’installazione di parole poetiche nel borgo e nelle sue frazioni, con l’intento di generare una riflessione collettiva sul valore del linguaggio, della memoria e della cura dei luoghi.
Dal 2022 InCastro Festival riceve il contributo del MiC – Ministero della Cultura come Festival di Danza, consolidando il proprio lavoro nell’ambito della creazione contemporanea, delle residenze artistiche e dei percorsi rivolti alle nuove generazioni. Nel tempo il festival approfondisce inoltre la relazione tra danza, video, ricerca sonora ed elettro-acustica, ospitando artiste, artisti e compagnie di rilievo nazionale e internazionale.
Nel 2025 Opere Gentili diventa il tema guida del triennio del festival, come riflessione sul ruolo dell’arte quale pratica di ascolto, trasformazione sociale e costruzione di relazioni. Il primo capitolo del percorso, dedicato al tema Esistere, si interroga sull’esperienza umana tra presenza, memoria e relazione.
Con l’edizione 2026 il festival sviluppa il tema Resistere, inteso come pratica poetica e politica di presenza: restare, creare e abitare luoghi e relazioni. In questo percorso InCastro amplia il proprio dialogo con i territori della Sicilia tirrenica, attraversando il borgo di Castroreale, le installazioni della Fiumara d’Arte nei comuni di Motta d’Affermo e Reitano, la Fondazione Horcynus Orca di Capo Peloro, il MuMa – Museo del Mare e il Castello di Milazzo.
Il festival invita così spettatori, artisti e viaggiatori a vivere il territorio come spazio di incontro, ricerca e visione contemporanea, costruendo connessioni tra arti performative, paesaggio e comunità.





