Il progetto prende avvio proprio dall’idea di inquietudine, trasformandola però in una dimensione plurale, aperta e dinamica: non più uno stato totalizzante e immobile, ma una costellazione di possibilità, scarti, movimenti interiori capaci di generare relazione, ricerca e trasformazione.

La mostra costruisce così una trama relazionale in cui il femminile emerge non come categoria definita, ma come gesto poetico e politico di apertura, ascolto e sconfinamento. Come in una partitura aperta, le opere dialogano tra loro generando armonie inattese e nuovi spazi di prossimità.

Ad accompagnare l’inaugurazione sarà un reading teatrale di Silvia Sala tratto dal Libro dell’Inquietudine di Pessoa, insieme a un intervento sonoro ambientale realizzato appositamente dall’associazione Bosco Post Industriale, realtà impegnata nella riqualificazione ambientale del territorio mantovano.

Le “lunghe passeggiate” della mostra non sono fuga o smarrimento: diventano piuttosto esercizio di attenzione, attraversamento dell’incertezza e possibilità di incontro con l’altra che bussa alla porta.