Imaginaria
2026 – 24ª edizione
dal 16 al 23 agosto 2026
Centro storico di Conversano (Complesso di San Benedetto, Biblioteca Marangelli, Chiesa di S. Chiara, Castello Aragonese
Fondato da Luigi Iovane e Domenica Lorusso

Qual è il nucleo progettuale da cui è nato il festival e quali urgenze creative ne hanno guidato lo sviluppo iniziale?
Imaginaria nasce dalla convinzione che l’animazione d’autore sia un linguaggio poetico e politico ancora largamente incompreso al di fuori dei circuiti specializzati. L’urgenza originaria era duplice: da un lato, creare uno spazio in cui opere brevi, personali, spesso irregolari rispetto ai canoni dell’animazione commerciale potessero essere viste, discusse e valorizzate; dall’altro, farlo in un territorio — il Sud Italia — storicamente ai margini dei circuiti culturali internazionali. Il festival è nato come atto di resistenza gentile: portare il mondo a Conversano, e Conversano nel mondo.
Quali sono gli obiettivi prioritari dell’evento e quale impatto specifico si prefigge di generare sul tessuto culturale e creativo locale?
L’obiettivo centrale è costruire ogni anno un ecosistema temporaneo di incontro tra autori, pubblici e saperi diversi, capace di lasciare tracce durature nel territorio. Sul piano locale, Imaginaria non si esaurisce nella settimana di agosto: attraverso il progetto “Imaginaria Experience” — attivo tutto l’anno nelle scuole dei comuni di Conversano, Modugno, Sammichele di Bari e Gioia del Colle — il festival semina educazione all’immagine e cultura visiva in contesti spesso privi di un’offerta strutturata. Il tessuto creativo locale cresce con il festival: volontari, tecnici, artisti locali e giovani professionisti trovano in Imaginaria un contesto di formazione e crescita reale, non decorativa.

Quali criteri hanno guidato la scelta della location e come questo spazio contribuisce a definire l’identità e l’atmosfera del festival?
Conversano non è stata scelta nonostante la sua posizione periferica, ma anche grazie ad essa. Il centro storico della città — il Castello D’Acquaviva, il complesso monastico di San Benedetto, i chiostri e le piazze — offre una cornice che non è mai semplice sfondo: diventa parte integrante del linguaggio del festival. Proiettare animazione d’autore in un chiostro medievale alle undici di sera, sotto un cielo di agosto, produce un’esperienza che nessuna sala cinematografica tradizionale può replicare. Lo spazio storico contamina le opere e viene a sua volta contaminato da esse: si crea un dialogo tra memoria del luogo e immaginario contemporaneo che è, forse, la cifra più autentica di Imaginaria.
Come sono organizzate le attività per permettere a persone con esperienze diverse di incontrarsi e confrontarsi?
Imaginaria è strutturalmente progettato per abbattere le gerarchie tra chi fa e chi guarda. Le masterclass con gli ospiti internazionali sono aperte al pubblico. Gli Imaginaria Meetings mettono a sedere allo stesso tavolo autori affermati, studenti di accademia, giornalisti e spettatori curiosi. La Giuria Kids — composta da bambini che durante l’anno seguono percorsi formativi sull’animazione — valuta le opere in concorso esattamente come la giuria internazionale di professionisti: con pari dignità e piena responsabilità. Questa struttura non è un espediente comunicativo, è una scelta politica precisa: la cultura non appartiene agli specialisti.

Qual è l’elemento di rottura o la sfida più grande che questo progetto lancia al modo tradizionale di fare cultura oggi?
La sfida più grande che Imaginaria lancia è quella della periferia come centro. In un sistema culturale che tende a concentrare risorse, attenzione e legittimazione nelle grandi città, Imaginaria dimostra da oltre vent’anni che è possibile costruire un festival di rilevanza europea in una piccola città di provincia, senza mai scendere a compromessi sulla qualità artistica. Non c’è nostalgia né folklore in questo: c’è la convinzione che i margini geografici producano spesso le visioni più nitide, e che il decentramento culturale non sia una ripiego ma una forma di intelligenza.

Chi è IMMAGINARIA?
Imaginaria nasce nel 2003 a Conversano, piccola città d’arte nell’entroterra pugliese, da un’intuizione semplice e radicale: portare il cinema d’animazione d’autore — quello più lontano dall’industria, più vicino alla poesia — in un luogo inaspettato, tra chiostri medievali e piazze di pietra calcarea. In oltre vent’anni di storia ininterrotta, il festival è diventato un punto di riferimento europeo per l’animazione autoriale, unico in Puglia e tra i pochissimi in Italia qualificati per l’Oscar nella categoria Best Animated Short Film. Oggi alla sua 24ª edizione, Imaginaria raccoglie ogni anno migliaia di iscrizioni da tutto il mondo e ospita maestri internazionali, giurie di alto profilo e una comunità sempre più ampia di autori emergenti, studenti e appassionati.




