Beautiful Boy, regia di Felix Van Groeningen, 2018
Una pellicola toccante, e altrettanto devastante. Il film racconta la storia di un ragazzo (Nic) speciale e brillante, con una grande sensibilità. Cerca disperatamente di scavare sotto la superficie del mondo che lo circonda: analizza, sperimenta, si appassiona alla letteratura, all’arte, alla musica, alla poesia.. ma finisce per diventare schiavo delle metanfetamine durante l’adolescenza. Tra scene presenti e flashback ci ritroviamo a ripercorrere il percorso del legame di una famiglia che cerca in ogni modo di salvare il figlio da questa scelta autodistruttiva. Il padre (David) con cui ha un rapporto davvero speciale, cerca diverse volte di aiutarlo, ma capisce presto di poter fare ben poco per salvare la parte che del figlio la droga non aveva ancora consumato, a tal punto da averlo fatto diventare un’altra persona. Il film intenso, brutale sotto certi versi, che ti mette davanti alla bellezza della vita, alle sue clausole e ai compromessi a cui a volte non si può scendere piú.
Il rapporto che lega i due protagonisti è qualcosa di innegabilmente profondo ma allo stesso tempo contorto: vediamo la lotta, la speranza e la disperazione in nome dell’amore che li lega.
I regista ne risalta i diversi volti speciali e rari, ci ricorda il rapporto indissolubile della famiglia, ma allo stesso tempo risalta i suoi lati tossici e il come a volte, nel cercare di essere la cura di qualcuno non facciamo che diventarne la causa.
La pellicola sa esprimere con franchezza e con altrettanta delicatezza le varie fasi e difficoltà di ciò che significa convivere con una dipendenza, di come la cura di questa non sia sempre una salita in linea retta, ma abbia tanti sali e scendi, diverse ricadute: ed una costante consapevolezza del male che si è fatto non solo a se stessi, ma anche a chi ti sta vicino durante il tuo percorso di redenzione. Il film è arricchito da una colonna sonora di tutto rispetto, coinvolgendo grandi nomi come John Lennon, Nirvana, David Bowie.





