
Storie Parallele Film Festival
Anno 2026 – IX edizione
dal 10 al 13 settembre 2026
Centro storico Salandra (MT), Arena dei Calanchi, Chiostro del Municipio
Qual è il nucleo progettuale da cui è nato il festival e quali urgenze creative ne hanno guidato lo sviluppo iniziale?
Il festival è nato dall’urgenza di creare un presidio culturale a Salandra (Matera), un piccolo centro delle aree interne della Basilicata privo di cinema, teatri, centri culturali e spazi di aggregazione in un periodo insolito dell’anno: dopo le ferie d’agosto, quando l’esercito dei turisti e dei fuori sede è ripartito lasciando un vuoto incolmabile.
Il nucleo del progetto si sviluppa attorno ad alcune idee chiave: promuovere il cinema documentario e storie non mainstream. Fin dalla prima edizione, l’obiettivo è portare all’attenzione del pubblico narrazioni fuori dai circuiti commerciali tradizionali.
Fondamentale è l’intreccio tra cinema e territorio che nasce da una profonda riflessione che mette in relazione abitanti, paesaggio e arti visive per favorire il dialogo e l’apertura verso ciò che è sconosciuto o differente.

Quali sono gli obiettivi prioritari dell’evento e quale impatto specifico si prefigge di generare sul tessuto culturale e creativo locale?
L’obiettivo prioritario dell’evento è creare un hub culturale variegato, capace di far convergere linguaggi, idee ed esperienze differenti in un unico spazio di sperimentazione e crescita.
Attraverso questa visione, il festival punta a trasformare Salandra— un piccolo centro situato nelle aree interne della Basilicata —, in un modello d’ispirazione per tutti i territori soggetti allo spopolamento e all’isolamento.
L’impatto specifico sul tessuto locale risiede proprio nel riattivare la comunità: dimostrare che la cultura può nascere e prosperare anche lontano dai grandi centri urbani, offrendo una forte carica di incoraggiamento alla popolazione e, soprattutto, alle nuove generazioni, affinché vedano nel proprio territorio un luogo di possibilità, creatività e futuro.

Quali criteri hanno guidato la scelta della location e come questo spazio contribuisce a definire l’identità e l’atmosfera del festival?
La scelta delle location nasce dalla volontà di valorizzare e far riscoprire i luoghi di interesse storico, dando contemporaneamente nuovo rilievo a spazi che per anni sono stati considerati marginali. Questa visione definisce l’identità unica del festival attraverso un percorso diffuso.
Infatti le attività prendono vita nelle piazze, tra le strade del centro storico e sotto i suggestivi archi del chiostro del Municipio di Salandra, creando un’atmosfera conviviale e di vicinanza con la comunità ma uscendo dal centro abitato si spostano poi verso la natura incontaminata nel paesaggio dei calanchi, percorrendo strade sterrate che conducono a scenari mozzafiato, cornice ideale per concerti notturni e performance teatrali dal forte impatto emotivo.
In questo modo, la location smette di essere un semplice sfondo per diventare la vera anima del festival, unendo storia, territorio e sperimentazione artistica.
Come sono organizzate le attività per permettere a persone con esperienze diverse di incontrarsi e confrontarsi?
Le attività sono strutturate per azzerare ogni distanza: Storie Parallele è un festival orizzontale e senza red carpet, pensato per superare le gerarchie e accogliere chiunque.
La programmazione crea occasioni di incontro spontanee dove un pubblico estremamente variegato — fatto di residenti, artisti, studenti, visitatori e appassionati — si ritrova a condividere gli spazi e le serate esattamente come in una festa di paese. La piazza diventa un luogo aperto di dialogo, in cui il confronto nasce in modo naturale attorno ai film, ai racconti e ai momenti di convivialità, senza barriere tra ospiti e spettatori.
Qual è l’elemento di rottura o la sfida più grande che questo progetto lancia al modo tradizionale di fare cultura oggi?
La sfida più grande e il vero elemento di rottura di questo progetto risiedono nello scontro con le difficoltà del territorio: da un lato l’inadeguatezza delle infrastrutture dall’altro la barriera che spesso frena l’innovazione culturale.
Proporre un nuovo modello significa abbattere queste resistenze, dimostrando nei fatti che il progetto non nasce da logiche di profitto ma è portato avanti con puro amore, dedizione e profondo rispetto per la comunità. Rompere con il passato vuol dire proprio questo: trasformare i limiti strutturali e le scetticismo iniziali in un’occasione di riscatto attraverso la passione.

Chi è Storie Parallele Film Festival?
Storie Parallele Film Festival è molto più di un festival di cinema documentario: è un gesto
collettivo di cura verso un territorio, un luogo in cui la cultura diventa incontro, partecipazione e possibilità di futuro.
Nato nel 2018 a Salandra (Matera) nel cuore delle aree interne della Basilicata, il festival è stato pensato come una risposta concreta allo spopolamento e all’isolamento che da anni interessano questi luoghi.
Fin dalla sua prima edizione ha scelto di raccontare storie capaci di mettere in dialogo persone, comunità e territori, trasformando il cinema in uno strumento di ascolto, confronto e cambiamento.
Negli anni, Storie Parallele è cresciuto fino a diventare un vero e proprio hub culturale, un punto di riferimento per associazioni, artisti, autori e realtà provenienti non solo dalla Basilicata e dal Sud Italia, ma anche da tutto il Paese. Un laboratorio permanente di idee, relazioni e progettualità, dove le differenze si incontrano e generano nuove visioni.
Storie Parallele è anche un festival orizzontale, che ha scelto di rinunciare ai red carpet e alle distanze tra ospiti e pubblico per custodire ciò che ritiene più prezioso: l’autenticità delle relazioni umane.
Qui non esistono barriere tra chi racconta una storia e chi la ascolta, tra artisti, volontari e spettatori. Ogni incontro nasce dalla vicinanza, dal dialogo spontaneo e dalla convinzione che la cultura sia, prima di tutto, uno spazio condiviso in cui ogni persona ha lo stesso valore.
Accanto al cinema documentario, il festival ha ampliato il proprio orizzonte accogliendo linguaggi artistici diversi, capaci di dialogare con il paesaggio e con chi lo abita.
Nascono così esperienze come lo Sleep Concert – Concerto nei Calanchi, in cui la musica si fonde con il silenzio e la forza evocativa della natura e il Cammino dei Calanchi, una passeggiata panoramica che attraversa uno dei paesaggi più suggestivi della Basilicata, trasformandosi in un percorso teatrale dove le performance prendono vita lungo il cammino e invitano il pubblico a vivere il territorio con uno sguardo nuovo.
Ma ciò che rende davvero unico Storie Parallele è lo spirito con cui viene costruito.
Ogni edizione è il risultato del lavoro di decine di volontari che mettono a disposizione tempo, competenze, energia e passione senza alcun compenso. Ogni reparto del festival nasce da un impegno condiviso e da una convinzione profonda: investire nella cultura significa investire nelle persone e nel futuro di un territorio.
Ogni risorsa viene reinvestita nella crescita del festival, affinché possa continuare a generare opportunità, relazioni e bellezza.





