
Adriano Scarano
Le pressioni di una mente
L’opera “Le pressioni di una mente” è un’opera 80×100 ottenuta con l’utilizzo di colori ad olio su tela di cotone a grana media su cui è stata applicata una base di colla e ducotone.
Essa rientra nella raccolta “Solitudine: la solitudine è uno stato d’animo” che investiga questa emozione nelle sue varie sfaccettature e ambienti, analizzandola sia come condizione voluta sia come condizione consequenziale.
La descrizione che accompagna l’opera è la seguente:
Sei di nuovi lì,
bloccata in un’altra giornata come tante.
Cerchi di studiare o lavorare
Ti sposti dalla sedia, al letto, al divano.
Sempre in quella posizione un po’ chiusa che definisci “comoda”
ma serve solo a farti sentire protetta perchè nella tua testa è tutto un paragonarti mentre dovresti concentrarti.
Ti chiedi cosa hai sbagliato,
perchè sei più lenta degli altri,
perchè non riesci a gestire meglio te ed il tuo tempo,
perchè ti sembra che tutti siano migliori di te che,
per fare anche le cose più basilari, annaspi e cerchi di non affogare nell’ansia, nella noia, nei pensieri, nell’insoddisfazione di una vita che non senti tua.
Ti guardi intorno,
ovunque ti sembra meglio.
E quindi ti chiudi un po’, ti metti sulla difensiva…
Semi-stesa sul divano, caldo e morbido ma un po’ ruvido.
Ti chiedi se anche gli altri si sentano così a volte; ti chiedi se va bene sentirsi così a volte. E probabilmente non lo sei ma
Ti senti solo,
anche se, alla fine lo sai,
è tutto nella tua testa.
Nato nel 1998 a Mottola (TA), Adriano Scarano si avvicina al disegno durante le scuole medie, grazie all’incoraggiamento del suo professore di storia dell’arte. Questi anni di formazione gli permettono di approfondire il disegno e il chiaroscuro, studiando gli artisti classici del passato.
Solo a 16 anni inizia a dipingere presso lo studio “This is the place” dell’artista Roberta Pepe, la quale lo accompagna in questo nuovo mondo e lo istruisce nell’utilizzo di colori acrilici su tela o altri materiali. Qui, partendo dall’arte metafisica di De Chirico, sviluppa uno stile personale che attraversa il romantico, l’astratto e l’impressionista, partecipando a mostre collettive locali.
Abbandona questo percorso per circa cinque anni per motivi universitari ben lontani dal mondo dell’arte.
Riprende la pittura verso fine 2024, tornando nello stesso studio dove tutto è iniziato e diventando segretario dell’associazione culturale, così affiancando Roberta Pepe. Nei suoi lavori più recenti esplora lo studio del corpo umano come specchio dell’interiorità dell’individuo.
Nel 2019, una porzione della sua opera “Guy 451”, ispirata al libro “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, viene selezionata come immagine di copertina del romanzo “Il fermo proposito” di Cosimo Scarano ed edito da Algra Editore.
Nel Giugno 2025, la sua opera “Burned” viene selezionata per partecipare alla mostra biennale Maestro che si tiene a Monopoli (BA), sotto la direzione artistica di Davide Cocozza, Luca Oscuro e Velia Littera.
Da Agosto 2025, partecipa all’esibizione online ICONIC della Florence Contemporary Gallery con il quadro “The Night We Met”.


