Benedetta Sanrocco
Senza Titolo – ongoing
Il progetto nasce dalla mia esperienza quotidiana nel mio paese, Fara Filiorum Petri, in Abruzzo, ai piedi della Maiella, e affronta in modo più ampio il tema dello spopolamento delle aree interne dell’Appennino.
L’intento non è soltanto documentare il fenomeno, ma interpretarlo in chiave personale e metaforica, restituendo l’esperienza intima di un territorio che vive questa trasformazione e perdita.
Attraverso ritratti, paesaggi e oggetti, cerco di restituire la dimensione intima e narrativa dei luoghi, quella che rimane silenziosa ma fondamentale per comprendere un paesaggio. L’attenzione si concentra su ciò che resta ai margini: spazi silenziosi, presenze invisibili, relazioni sottili. È una ricerca che osserva i luoghi come organismi fragili, in bilico tra permanenza e perdita, segnati dall’erosione culturale e sociale, dove la memoria vive nascosta, sussurrata nei dettagli e nei gesti quotidiani.
Il lavoro restituisce una realtà sospesa, dove il tempo si allunga e i luoghi si svuotano.












Benedetta Sanrocco (1991) è un’artista visiva italiana. Ha studiato Lettere Moderne all’Università D’Annunzio di Chieti e si è formata in fotografia alla Scuola Meshroom di Pescara e alla Linea School di Lecce. La sua ricerca esplora identità, memoria e mediazione, indagando come dispositivi digitali e contesti culturali plasmino la percezione del reale. Tra i riconoscimenti, il Premio Nazionale Musa (2022) e la Menzione d’Onore al Premio Francesco Convertini (2024).


