Domenica Pia Leuzzi
Presente
E’ un presente, intangibile.
Chiama, vorrei rispondere al suo appello, capire il suo discorso.
Mi parla come da appena sveglio: non lo capisco,
è ancora in un mondo onirico, lento nell’agire, contraddittorio.
Mi dice che così funziona nei sogni, che il letto è troppo morbido
e non arresta la sua fantasia.
Troppo intenso, sensibile,
gioca con il caso, fa la lotta con i cuscini, e io lo guardo
analizzo il flusso, distorto, dritto,
che la coscienza costruisce.
Didascalia
Il presente come voce che chiama e resta inascoltata. Frutto del sogno e dell’illusione del passato, è una soglia dove la coscienza tenta di risvegliarsi ma non riesce ancora a liberarsi da ciò che è stato.
Non ho seguito un percorso accademico letterario, e forse proprio per questo scrivere è stato per me un atto istintivo, necessario, irrinunciabile.
Le parole mi attraversano come visioni, soglie, a volte ferite. La poesia è diventata il mio modo di abitare il mondo interiore e quello invisibile, di dare forma a ciò che non ha voce. Nella mia poetica convivono simboli, archetipi, silenzi, immagini luminose e gotiche, come se l’ombra e la grazia potessero intrecciarsi.


