L’opera
UNCOMFORTABLE / Genesi 1,26

100 x 180 cm + 100 x 180 cm
Stampa digitale in alta definizione monofacciale su pannello di alluminio Smartbond®
GENESI 1,26 è un’origine algoritmica che rilegge il mito della creazione attraverso l’intelligenza artificiale.
Quali motivazioni formali o concettuali hanno guidato la scelta di quest’opera per il progetto espositivo “Dolce Vita – Maiori Wonder Coast”?
L’Origine algoritmica
GENESI 1,26 si pone come l’archetipo di una sintesi necessaria tra tradizione e innovazione: un’origine algoritmica che traspone il mito della creazione nel rigore del codice binario. Attraverso l’Intelligenza Artificiale, l’opera indaga il concetto di “anima digitale”, dove il volto femminile emerge quasi per gemmazione dalle matrici di quello maschile, ridefinendo il dogma in chiave tecnologica.
Inserendosi nella cornice della ‘Wonder Coast’, il lavoro opera come un sofisticato dispositivo riflessivo che sposta il baricentro estetico dall’oggetto a chi lo osserva. In questo incontro, il senso di alienazione sociale — l’anomia contemporanea — viene sublimato: l’iniziale disagio dello spettatore dinanzi allo sguardo sintetico si evolve in una meditazione profonda sull’intimità, trasformando lo smarrimento dell’individuo in un’occasione preziosa di indagine sull’esistenza umana.
In che modo la scelta dei materiali e delle tecniche adottate riflette il valore semantico e concettuale della tua ricerca?
La scelta della stampa in alta definizione su alluminio Smartbond® nasce dalla necessità di dare corpo fisico all’astrazione digitale. Il metallo, con la sua matericità, rende l’opera viva: la superficie interagisce con la luce e i colori dell’ambiente, fondendo il rigore dell’algoritmo con la realtà circostante.
L’installazione in grande formato accanto a un elemento organico — l’albero — crea un corto circuito visivo tra origine biologica e origine tecnologica. Questo dialogo tra il metallo e la natura rafforza il senso del ‘Principio’, radicando il codice binario nel cuore pulsante della materia.


Qual è stato il percorso generativo dell’opera, dalla fase ideativa alla sua finalizzazione?
Il percorso nasce da un quesito: cosa genera l’IA se alimentata dai versetti delle Sacre Scritture? Il progetto Uncomfortable, di cui questa opera fa parte, esplora il confine tra scienza e spirito, traducendo i prompt biblici in una ricerca estetica sull’imperfezione umana.
A differenza della purezza dei testi originali, manipolando e raggirando digitalmente l’IA, ho riprodotto immagini ‘corrotte’ da difetti fisici e cicatrici: archétipi compromessi che riflettono la nostra fragilità contemporanea. La finalizzazione dell’opera non offre risposte immediate, ma sposta il baricentro sull’osservatore. L’origine sacra del prompt viene rivelata solo in didascalia, trasformando l’incontro con l’immagine in un’indagine intima e personale. Un Pantheon contemporaneo volto a celebrare un’unità sociale che trovi armonia proprio nelle proprie imperfezioni.
Biografia dell’artista
MiTch Laurenzana (Modena, 1983) – Phygital Artist, Progettista Culturale, Visual Designer
Pioniere del movimento phygital in Italia, MiTch è un artista che unisce tradizione artigianale e avanguardia digitale.
Dalle prime esplorazioni materiche con la calce naturale su temi sociali alla maturità tecnologica raggiunta nel 2023 in seguito alla partecipazione a Paratissima, il suo percorso è un’evoluzione costante. Riconosciuto tra gli esponenti più significativi della sua generazione nell’arte basata sull’IA, ha portato la sua visione a Times Square con “The Cell” e ha segnato una tappa incisiva con il progetto “inHUMAN”.
Presente nelle più importanti capitali dell’arte — da Londra a Shanghai, da Berlino a New York — MiTch promuove un uso etico e sociale dell’IA.
Un impegno sancito, nel 2025, dalla menzione speciale del Comitato scientifico dell’AACC-I sull’Annuario d’Arte Contemporanea Italia-Cina.

DOLCE VITA. MAIORI WONDER COAST»
L’arte contemporanea come “Wunderkammer” urbana e gamificazione del pensiero etico.

La città di Maiori Costa d’Amalfi inaugura un progetto artistico di ampio respiro che ridefinisce il tessuto urbano e monumentale attraverso la lente della meraviglia. Sotto il patrocinio e il sostegno dell’Amministrazione Comunaale, le due grandi rassegne curate da Michele Citro, “Dolce Vita. Maiori Wonder Coast” e “Maiori Wonder Palace”, trasformeranno il lungomare e Palazzo Mezzacapo in un percorso espositivo che si protrarrà fino a metà settembre.





