Definisco ‘Plasticocene’ il tempo presente, segnato dalla materia che più ci rappresenta: la plastica. Come l’Uomo di Vitruvio proponeva l’armonia tra corpo, misura e natura, oggi l’essere umano è chiamato a ridefinire il proprio equilibrio ecologico. La scultura mette in scena questa transizione attraverso un omino, icona della produzione industriale e dell’infanzia collettiva. Inserito nel simbolo del riciclo, egli assume la stessa postura dell’Uomo di Vitruvio, suggerendo una nuova proporzione tra uomo, artificio e ambiente. È un invito a leggere il responso dell’effetto delle nostre abilità (responsabilità), e trovare il centro di una rinnovata “misura” etica dell’abitare il mondo.

Materiali utilizzati:
Ceramica modellata, cotta alte temperature e smaltata bianca.
Ferro sagomato e piegato, colore ruggine.

Quali motivazioni formali o concettuali hanno guidato la scelta di quest’opera per il progetto espositivo “Dolce Vita – Maiori Wonder Coast”?

In che modo la scelta dei materiali e delle tecniche adottate riflette il valore semantico e concettuale della tua ricerca?

Qual è stato il percorso generativo dell’opera, dalla fase ideativa alla sua finalizzazione?

La città di Maiori Costa d’Amalfi inaugura un progetto artistico di ampio respiro che ridefinisce il tessuto urbano e monumentale attraverso la lente della meraviglia. Sotto il patrocinio e il sostegno dell’Amministrazione Comunaale, le due grandi rassegne curate da Michele Citro, “Dolce Vita. Maiori Wonder Coast” e “Maiori Wonder Palace”, trasformeranno il lungomare e Palazzo Mezzacapo in un percorso espositivo che si protrarrà fino a metà settembre.