Nel frattempo, il salmone. Cronache delle lucine a forma di ippopotamo durante l’apocalisse.


“Negli ultimi anni, senza che quasi ce ne rendessimo conto è emerso un continente. E un continente fatto di caos mentale, di Immiserimento sociale, di sofferenza psichica diffusa, mentre i legami di solidarietà andavano disgregandosi, questo continente ha eroso ogni spazio di azione politica e di governo razionale: la minima base di condivisione etica e linguistica necessaria per il consenso (e per il dissenso) politico è stata distrutta dall’umiliazione sociale e dall’aggressione infonervosa alla mente sociale. Al posto dell’egemonia che nasce dal consenso razionale, abbiamo visto montare un’ondata di nazionalismo e di razzismo che nasce dalla frustrata rivendicazione dei diritti sociali. Quello che emerge dal continente del risentimento è un misto di vero nazionalismo e falso socialismo. È lo stesso film che abbiamo visto nemmeno un secolo fa, solo che dobbiamo prepararci a viverlo in versione postmoderna. Non mi pare che esista al momento una possibilità di resistere a questa onda, meno che mai di sovvertirla. Un lungo periodo di violenza, guerra e demenza ci aspetta. La sola cosa che possiamo fare – oltre a non perdere mai il buon umore e l’ironia – è forgiare concetti per la comprensione del mondo che sta emergendo, per quanto orribile esso sia. Nel breve tempo di vita che rimane alla mia generazione, altro non resta che consegnare al futuro la possibilità di vita felice che rischia di essere seppellita dalla tempesta di merda. E capire, nel pieno di questa tempesta, dove covino i germi della possibilità.


Quel che avete appena letto è tratto dal libro Futurabilità, Edizioni Nero, Anno di Pubblicazione 2018, del leggendario filosofo Franco Berardi. “Pensare è tremendo, ma necessario” scriverà qualche anno dopo, in un salto logico, ontologico, storico, cronologico. Salto in cui registriamo in negativo -20.000 bambini palestinesi, e qualche scalcinato tentativo umanitario da ogni parte del mondo, disperso in mare, dal nome Global Sumud Flotilla: tentativi intercettati, attaccati e arrestati, per mano di una sionista stella di David, violando qualsiasi diritto internazionale, ma anche eliminando qualsiasi ombra, barlume, sospetto, dubbio di una, se pur minima e apparente, traccia di civiltà. La verità e che non ci sono parole, ne strumenti, ne speranze, in questa tempesta di merda. Come si pensa dopo Gaza? Come si scrive, si mangia, si vive, dopo? Come si fa poesia? “Gaza è Auschwitz con le telecamere” e l’Italia che fa? “Definisci bambino” risponde; non ho altro da aggiungere Vostro Onore.

Consigli di lettura

Il consiglio di lettura del mese è rivolto ai bambini, o meglio ai bambini che diventeranno grandi prima o poi, ma anche a quei grandi che una volta, sono stati bambini, anche se tendono a dimenticarlo. Da appassionata di letteratura per ragazzi – dalla Pitzorno a Dahl, da Tove Jansson al Dr. Seuss – vorrei  oggi suggerire la lettura di un albo illustrato, edito Topipittori, di Beatrice Alemagna. Si crede a torto che la letteratura per ragazzi abbia una scadenza, un limite di tempo consentito per la fruizione, come un prosciutto andato a male, o latte scaduto dimenticato in frigo alla casa al mare. Ma i Moomin non scadono mai! Sono come l’olio d’oliva, l’aceto di mele, il bicarbonato, il miele o la grappa distillata in casa negli alambicchi di rame di una cantina sgangherata. I grandi dovrebbero ricordare i bambini che sono stati, per non litigare più.

Riflessioni Sparse

Esistono due tipi di lettori, e conseguentemente anche di scrittori: da un lato chi ama Joyce, dall’altro chi lo detesta; sicuramente io mi posiziono nella seconda schiera. Dopo aver letto Ritratto dell’artista da giovane (Dedalus), ho deciso di non leggere nient’altro di suo. Sarà un’ unpopular opinion ma credo che chi ami l’Ulysse non potrà mai, mai amare Nel nostro tempo di Hemingway. L’umanità si divide in chi ama Joyce e chi Hemingway, e coesistono non senza qualche difficoltà. Proverbiale fu il botta e risposta di Faulkner che rimproverò Hemingway di essere uno scrittore senza coraggio, perché non ha mai usato una parola che abbia costretto il lettore a usare il dizionario; per tutta risposta Hemingway lo chiosò dicendo: << Povero Faulkner, pensi davvero che le grandi emozioni derivino solo dalle grandi parole?>>

Vorrei essere una di quelle persone che gode solo di cinema d’essai, o che l’unico abbonamento che concepisce è quello su MUBI; ma in realtà quanti di loro nascondono una playlist netflix? E la sera quando non li vede nessuno fanno scorpacciata di Bridgenton? Siamo tutti un po’ Dr House con le sue soap opere! Tutto questo per dire che recentemente ho amato la sitcom Leanne

Due sorelle alle prese con la menopausa, il botox, il divorzio, la ricerca dell’amore e la noia maschile, senza mai perdere l’entusiasmo e l’humor. Dialoghi brillanti, battute taglienti dagli sceneggiatori di the big bang theory, ma posso dire? Con un salto in più!

– Qualche settimana fa, mentre tutti mi sapevano a lavoro, sono sgattaiolata  dalla mia vita, e sono andata a pranzo da sola, dio da quanto lo desideravo. Ovviamente a mangiare sushi: sashimi, tartare, carpaccio, uramaki e sun roll. Che libidine! Senza dover condividere, o dovermi confrontare sul cosa ordinare o quanto o come. Senza dover per forza parlare, intrattenere, esser interessante. In silenzio, il mio libro, la mia coca, e quel cazzo di salmone crudo: il principale movente che nutre il mio OCD. Aaaah! Lo consiglio e anzi ascoltavo in una intervista che è una delle passioni di Bajani, il vincitore Strega di quest’anno, un suo rito in cui entra nelle vite altrui, ruba le storie, ascolta e mette in pausa se stesso.

– Sono ossessionata dal mio peso, cerco di resistere a non mangiare e mi sento in colpa ogni volta che lo faccio. Si non é sano ed è incredibilmente fuori moda nell’era dell’abbattimento del fat shaming.  Ma non giudicatemi, ci sto lavorando. Ci sto lavorando, mentre scarto la mia quotidiana tortina Reese’s peanut butter cups  

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Y.