Giovanni Longo, Romance, 2023
Iulia Ghita, Dolomites, videostill, 2025 copia

– La ricorrenza di un determinato sogno o i colori e le forme che definiscono le immagini che vediamo mentre dormiamo non sono casuali ma nascono dall’esigenza della nostra mente di elaborare in maniera fantastica e senza regole i fatti della vita.

Il nostro inconscio libero di evadere dal recinto del concreto e del definito si avventura in un mondo molto più profondo e personale, dove ritrova le pulsioni inascoltate e nascoste e attende sospeso tra finito e infinito.

E’ nella profondità di questa dimensione intima e visionaria che si incontrano i lavori dei tre artisti in mostra: per loro l’immagine restituita dalla logica del sogno assume un significato di consapevolezza della costante ambiguità del reale e della profonda necessità per l’arte di interrogarsi su di esso andando oltre il visibile.

Nel video “Dolomites” (2025) di Iulia Ghita, lunghe inquadrature di paesaggi accellerate in post produzione riflettono sull’imperturbabilità delle montagne intese come luoghi opachi al tempo umano, dove l’impassività delle vette e delle valli si sovrappone allo scorrere delle condizioni metereologiche creando una dimensione simbolica nella quale l’uomo cerca rifugio per l’anima.

Come nella logica del sogno, la realtà viene scomposta, deformata e ricomposta seguendo la via del desiderio, del dolore e della memoria.  In questo tempo magico e sospeso le immagini sono atemporali e il conosciuto assume nuove forme, lasciando traspirare antichi sentimenti e suggerendo sensazioni latenti.-

Testo di Daniela Pietranico